La via legale e dignitosa dei corridoi umanitari

L’atterraggio dei profughi siriani all’aeroporto di Fiumicino, arrivati in piena sicurezza e legalità grazie ai corridoi umanitari, si trasforma sempre in una festa. (Anna Toro)

Sorrisi al posto dei visi stremati e sconvolti, lacrime di gioia invece che di dolore e di paura, sensazione di sollievo, speranza di poter ricominciare da capo, applausi e abbracci che nessuna polemica potrà mai scalfire. E’ così che l’atterraggio dei profughi siriani all’aeroporto di Fiumicino, arrivati in piena sicurezza e legalità grazie ai corridoi umanitari, si trasforma sempre in una festa, che fa bene a chi è accolto e a chi accoglie. Un’iniziativa di successo, lanciata a febbraio 2016 dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Tavola valdese e dalla Federazione delle comunità evangeliche d’Italia, e che ad oggi ha già portato in Italia sane e salve quasi 800 persone. Si tratta perlopiù di famiglie (tantissimi i bambini e i minori), i casi più fragili individuati nei campi profughi libanesi, a cui vengono risparmiati così i viaggi della disperazione lungo la rotta balcanica, o le violenze in Libia, affidati a trafficanti senza scrupoli, e il rischio – purtroppo molto concreto – di finire annegati in fondo al Mediterraneo: è di soli pochi giorni fa, ad esempio, la notizia di due naufragi al largo delle coste libiche in cui si teme un bilancio di 200 morti. L’ultimo episodio di una lunga scia di morte, che vede già oltre mille vittime del mare solo dall’inizio di quest’anno.

L’idea dei corridoi umanitari – e di una loro attuazione concreta – ha iniziato a prendere corpo proprio da uno di questi episodi, esattamente da quel 3 ottobre del 2013 in cui 368 persone persero la vita in un terribile naufragio a poche miglia dal porto di Lampedusa. Ad oggi, nonostante i numeri ancora esigui, si sono rivelati una soluzione più efficace di qualsiasi muro e “pacchetto sicurezza”: legale in primis, dato che il protocollo è stato sottoscritto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero dell’Interno. Ma anche sicura: vi sono diverse verifiche svolte nelle nazioni di origine per far sì che giungano in Italia persone con tutti i requisiti della protezione umanitaria; una volta arrivate, poi, queste persone vengono identificate dalla Polizia di Frontiera, e soprattutto non vengono abbandonate a loro stesse o ad un centro sovraffollato in attesa degli adempimenti burocratici: è già predisposto per loro un percorso di inserimento, con una famiglia, una parrocchia o un’associazione pronte ad accoglierli e sostenerli, in un progetto che ad oggi ha già coinvolto 70 città di 20 regioni. Il tutto, a costo zero per lo Stato: vitto, alloggio, assistenza legale, cure, corsi di italiano, inserimento scolastico e professionale sono infatti finanziati grazie ai fondi raccolti da Sant’Egidio e dall’8 per mille della chiesa valdese…

SEGUE SU: http://www.unimondo.org/Notizie/La-via-legale-e-dignitosa-dei-corridoi-umanitari-165919

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