AFRICA/ERITREA – Senafe, missione di confine

Aprile, 2007 Comboni Sisters – Eritrea
Senafe, missione di confine. “Sono già passati otto anni da quando la popolazione che viveva sul confine con l’Ethiopia ha dovuto abbandonare le proprie abitazioni e andare a vivere sotto le tende attorno a Senafe. Era infatti il 1999 quando la gente fuggì impaurita, mentre crescevano le ostilità tra Eritrea ed Ethiopia. Ora, nel 2007, un buon numero di sfollati ha potuto tornare a casa, laddove i villaggi sono al sicuro. Ma ci sono circa 2.600 persone che vivono ancora in ripari fatiscenti sulle colline vicino a Senafe. Le loro tende, che erano state fornite dalla Croce Rossa, sono ormai in pessime condizioni; molte sono strappate e le famiglie sono esposte al vento e alla polvere e a tutte le intemperie.
Fino all’anno scorso, il governo dell’Eritrea ha organizzato per loro la provvigione di alimenti essenziali, grazie ad aiuti della comunità internazionale; ma dal settembre 2006 la gente non sta ricevendo niente. Abbiamo chiesto loro come fanno a sopravvivere: hanno risposto che vivono grazie all’aiuto occasionale dato dalla famiglia estesa.
Se potessero far ritorno ai loro villaggi, potrebbero lavorare la terra, ma per ora non è possibile, perché è una “terra di nessuno”, lungo il terreno oggetto di disputa. Perciò, fino a che non si risolve la contesa tra Eritrea ed Ethiopia, questa gente non potrà tornare a casa.

C’è preoccupazione anche riguardo ai servizi essenziali nella città di Senafe. Dal tempo della guerra (1998-2000), il sistema di telecomunicazioni non è stato riparato, e non c’è linea telefonica per i residenti di Senafe – si spera tuttavia che venga presto ripristinata. Solo da pochi mesi si è iniziato a ricostruire l’ospedale della città. Lo staff medico e i pazienti sono ospitati per ora in costruzioni temporanee, con servizi rudimentali. Anche alcuni alberghi sono tuttora in stato caotico, essendo stati abbandonati così com’erano dopo i bombardamenti del 2000.

La gente tuttavia è coraggiosa, e molti hanno ricostruito case e negozi, e la vita prosegue. Come Suore Comboniane collaboriamo anche noi in questi piccoli passi di rigenerazione, attraverso le varie attività che svolgiamo in favore della popolazione di Senafe: centro di promozione della donna, dispensario, scuola materna, visite alle famiglie; diamo il nostro aiuto anche per i progetti riguardanti l’acqua, mulini e altre iniziative nei villaggi attorno a Senafe.

Ci si interessa soprattutto delle migliaia di sfollati del campo. Sr Nighisti Kubrom se ne occupa in particolare, in collaborazione con il governo; con l’aiuto finanziario di alcune piccole ong, abbiamo potuto portare al campo coperte e cibo, promettendo di continuare l’aiuto in futuro. Speriamo di poter dare ad alcune donne la possibilità di seguire un corso di sartoria e ricevere una macchina da cucire al termine del corso. In tal modo, speriamo che qualcuna possa diventare autosufficiente.

Noi Comboniane, nello spirito del nostro Fondatore, stiamo cercando di aiutare questi “poveri e più abbandonati”, che ci auguriamo possano avere un futuro e una speranza. Anche i due governi – di Eritrea e di Ethiopia – portano la responsabilità del futuro di queste popolazioni, come pure la comunità internazionale, che potrebbe fare più pressione sui due Paesi perché giungano a un accordo sullo spinoso tema della linea di confine”.

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