COPENHAGEN – Respinta proposta stati insulari per limiti più severi

09.12.2009

Sono Tuvalu e gli altri stati insulari del Pacifico le prime ‘vittime certe’ della Conferenza di Copenhagen. Mentre sono in corso i tavoli tecnici – che si concluderanno Martedì 15 per lasciare gli ultimi giorni al confronto diretto tra ministri e capi di stato e di governo – oggi il presidente della conferenza, Connie Hedegaard, ha respinto la richiesta delle delegazione di Tuvalu di un emendamento al protocollo Kyoto per mantenere a un grado e mezzo celsius rispetto ai livelli pre-industriali il livello massimo tollerabile del riscaldamento globale, contro l’obiettivo di due gradi proposto invece dai paesi ricchi. “Il nostro futuro dipende dai risultati di questo vertice “ ha detto Ian Fry, delegato di Tuvalu, arcipelago polinesiano che si erge a pochi centimetri sul livello del mare e che ha sottolineato come già adesso la sopravvivenza di diversi stati insulari è a rischio. Mentre le trattative sono in corso – i paesi dell’Unione Europea si sono detti pronti ad aiutare i paesi poveri con due miliardi di euro e Cina e Stati Uniti hanno sostenuto di voler significativamente tagliare le rispettive emissioni inquinanti – il sudanese Lumumba Di-Aping, in rappresentanza di un blocco di 135 paesi in via di sviluppo, ha sottolineato l’evidente disparità applicata dai paesi ricchi nell’affrontare la recente crisi economica e il surriscaldamento del pianeta: nel primo caso, ha detto il diplomatico sudanese, non ci sono state remore a spendere un trilione di dollari per aiutare le istituzioni finanziarie in difficoltà; una cifra di gran lunga più alta rispetto ai dieci miliardi dollari, ha concluso, che è stata proposta per aiutare i paesi in via di sviluppo a risolvere le conseguenze dell’inquinamento prodotto comunque dal nord del mondo.[GB]

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