La pace non è un regalo

Mai come quest’anno il momento delle celebrazioni per la Giornata Internazionale della Pace è stato più opportuno. Parlare di pace al termine del summit dell’Onu su immigrati e rifugiati e durante la difficile tregua per un cessate il fuoco in Siria, è stato di fondamentale importanza, quantomeno per richiamare i diversi Paesi ad uno sforzo comune maggiore, in grado di mettere la parola fine ad un conflitto come quello siriano – e a tutte le guerre sparse per il pianeta – che non conosce sosta, che produce lauti affari ai trafficanti e all’industria delle armi, e che ha già sparso tanto sangue innocente, soprattutto tra la popolazione civile e tra cui molte donne e bambini.

Nella risoluzione che istituisce la Giornata della Pace, le Nazioni Unite invitano tutti i paesi a rispettare la cessazione delle ostilità e a commemorare la ricorrenza attraverso attività educative e di sensibilizzazione alla pace. Quest’anno il tema è stato “Gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile: costruire strade di pace”, una roadmap per la pace e la prosperità di tutte le nazioni. “La pace – ha affermato per l’occasione il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon – non arriva per caso, non è un regalo.

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