Prima Settimana del XX Capitolo Generale

All’inizio di questa prima settimana di lavori capitolari ci siamo soffermate sul primo passo da compiere nel desiderio di vivere questo evento alla luce del tema capitolare dell’osare la mistica dell’incontro per la missione comboniana oggi.

Abbiamo cominciato i lavori capitolari con una riflessione sul come vivere questi giorni a servizio di tutta la congregazione, al di là della nostra Circoscrizione di provenienza, al di là del nostro servizio specifico, mettendoci all’ascolto del cammino compiuto da tutte e da ciascuna, del cammino che abbiamo vissuto all’interno della Chiesa, del mondo e del creato.

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Facciamo parte di un corpo-congregazione che interagisce ogni momento con tanti popoli, con il mondo, all’interno del movimento di una Chiesa che ci invita ad uscire, ad osare, a muoverci.

Essere parte del corpo congregazionale ci ha portato a desiderare un ascolto generativo delle diverse relazioni dei GIP, della Direzione Generale, dell’Economato Generale e della commissione pre-capitolare.

In questi giorni intensi di ascolto abbiamo cercato di leggere con il pensiero, con il cuore e con la volontà il cammino percorso in questi anni.

Un ascolto dove siamo presenti con tutte noi stesse, lasciandoci interrogare dalla nostra storia congregazionale di questi sei anni, lasciandoci toccare nel profondo dalle vicende che ci hanno accompagnato.

Le presentazioni dei GIP sono state belle e intense. Il cammino compiuto da ogni Circoscrizione e da ogni GIP ci hanno aiutato a renderci conto che il carisma è vivo e vivifica le realtà intorno a noi e che abbiamo condiviso il desiderio di ridisegnare le nostre presenze cercando di rispondere al grido dei poveri e degli impoveriti a cui abbiamo voluto rispondere attraverso metodologie diverse a seconda delle realtà e delle situazioni.

La presentazione della commissione pre-capitolare ci ha donato luce su ciò che ci accomuna e che si è espresso in modo forte nelle nostre esperienze di incontro. Esperienze che parlano innanzitutto di noi, del nostro desiderio di uscire, di incontrare l’altro/altra nella sua diversità, nella sua estraneità.

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Le esperienze di incontro sono un tesoro che ci appartiene e che sottolinea l’importanza di evangelizzare come comunità, che conferma la chiamata ad essere ponti fra i popoli, che sottolinea l’accoglienza e la sofferenza feconda manifestata nella vita dei poveri , che ci invita ad essere superando la logica del voler fare o del voler dare.

La relazione della Direzione Generale uscente ha ampliato le nostre vedute, presentandoci in prospettiva il cammino del sessennio vissuto nell’attenzione a mettere in atto quei processi che ci hanno permesso di approfondire la nostra ministerialità, alla luce della nostra storia carismatica e il nostro vivere insieme.

Nella sua relazione la Direzione Generale ci ha invitato ad allargare lo sguardo perché l’orizzonte si sposta, si allarga e che viene espresso con l’immagine del Cristo innalzato sulla Croce con le braccia aperte, che attira a Sé tutta l’umanità.

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Questo sguardo verso l’orizzonte diventa incontro che si fa paradigma per la vita consacrata missionaria (cfr. EG n. 87) e si allarga alle sfide che ci toccano profondamente: la chiamata ad una vita sempre più contemplativa che richiede il coraggio e la capacità di incontrarci con Dio e con noi stesse per intessere relazioni mature, anche in comunità, reinventando il nostro modo di stare insieme per la missione, attraverso una ministerialità sempre più condivisa,  perché ci possiamo sostenere le une con le altre, possiamo sostenere la missione e aprirci alle sfide di una sostenibilità economica per la vita e la crescita del nostro futuro attraverso atteggiamenti e azioni sempre più trasparenti e condivise.

 

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