BONETTA, sr. Lucrezia

Lucrezia, compiuti i 21 anni e aderendo alla chiamata del Signore, entra nella Casa di formazione delle Suore Missionarie Comboniane, a Verona. Giovane Professa, viene inviata quasi subito all’ospedale militare Putti di Bologna. È ancora tempo di guerr, e Sr. Lucrezia mette in pratica ciò che ha imparato da novizia nella “Scuola di assistenza del malato e del ferito” fino a ricevere, nel 1946, dal prefetto di Bologna, l’”autorizzazione a praticare l’arte d’infermiera”. Inoltre, nel 1954, Sr. Lucrezia riceverà – insieme alle altre Sorelle – una medaglia d’argento della Croce Rossa per il suo lavoro di infermiera presso l’Ospedale Putti.

Il 15 ottobre 1948 parte per Londra, chiamata a lavorare presso l’Ospedale Italiano. L’anno seguente, preparandosi a celebrare i Voti Perpetui esprime, in una lettera, il desiderio, di saper corrispondere, con l’aiuto di Dio e della SS. Vergine, al dono della vocazione, con sempre maggior generosità.

Ritorna in Italia nel 1953 e si ferma alcuni anni ad Arco di Trento.

Nel 1957, parte per Roma e, con le Sorelle, si dedica agli ammalati della Casa di cura “Villa Valeria”. Con amore e sacrificio dà amorevole attenzione ai pazienti, fra i quali c’è anche, nel 1967, il Comboniano P. Pietro Chiocchetta. Così leggiamo, infatti, in una lettera che scrive a Madre Teresa Costalunga, dopo una sua degenza a Villa Valeria: “Sento il dovere di scriverle per esprimerle non solo la mia riconoscenza ma pure la mia ammirazione per le Pie Madri … Non posso che dirne bene e ringraziarvi … Certo la mia attenzione si ferma soprattutto sulle Sorelle del 2° piano, più particolarmente ancora, su chi mi vegliava di notte, senza risparmio: Sr. Lucrezia….

Le ho trovato meravigliosamente unite, (direi misteriosamente unite), di una grande delicatezza, quelle che mamme o sorelle possono avere, di una soprannaturale trasparenza e limpidezza anche nelle prestazioni più difficili….

… Se le mie mani, indegnamente, stringono il Cristo celato sotto le specie del pane, Sr. Lucrezia con le sue mani dava la netta e viva sensazione di toccare il corpo del Cristo sofferente….

La sera in cui mi congedai, il Professore mi disse “ringrazi le Buone Madri più che me”.

Sr. Lucrezia: dopo le notti, e talora che notti, era sempre là alla mia Messa delle 11, quando iniziai a celebrare…”

Nel 1968 Sr. Lucrezia celebra il 25° di professione religiosa. Nella sua immaginetta-ricordo invita Consorelle, parenti e conoscenti a unirsi insieme con lei nel rendimento di grazie al Supremo Datore di ogni bene e chiede preghiere perché l’offerta della sua vita possa consumarsi in perfetta unione con l’Agnello immacolato.

 

Dal 1971 al 1975, Sr. Lucrezia lavora alla Clinica Villa dei Gerani di Napoli per passare poi alla comunità presso le Carceri femminili di Chieti, dove presta assistenza alle detenute, cercando di essere sorella tra sorelle. Nel 1978, si dedica alla pastorale a Casoria (NA); sarà successivamente in altre comunità d’Italia, svolgendo vari servizi – Bologna, Brescia-Missioni Africane, Roma-S. Pancrazio, Erba (da Erba si reca con altre Sorelle a Vedano Olona per l’assistenza spirituale agli anziani). Nel 2002 è a Bergamo fino al 2006, quando entra definitivamente nella comunità di Erba. Sulla soglia dei 98 anni – 74 di Professione – va da Colui che le dirà: “… l’hai fatto a me. Vieni…” (cfr Mt 25,40).