FASTO, sr. Rosangela

Entrata in Postulato a 23 anni, completa la sua formazione a Londra, dove fa la Professione il 3 maggio 1960. Nel 1963 parte per Aden, nello Yemen del Sud, per insegnare nella scuola di Crater. Vi rimane fino al 1971, passando poi a Manama, capitale del Bahrein, insegnante alla Sacred Heart School.

Nel novembre 1985, cambia continente: va infatti negli USA, dapprima a Richmond, poi a Chicago, con varie attività pastorali e sociali, oltre ad essere Superiora della Comunità delle Suore, per un triennio. Così scrive alla Superiora Generale: “La gente è molto contenta di avere le Suore. Qualcuno mi ha detto: Suora, adesso con la vostra presenza la nostra fede diventerà più forte; io, in cuor mio, ho pregato: Signore, fa’ che questi fratelli non siano delusi nelle loro aspettative. … Il Signore mi aiuti a dare agli altri almeno un poco di quello che Egli stesso ha dato a me.”

Nel 1989, lascia l’America perché assegnata a Dubai, uno degli Emirati Arabi. Nella scuola e parrocchia, coordina la catechesi, insegna religione, si dedica alla pastorale dei giovani con i quali partecipa al Giubileo dei Giovani a Roma nel 2000 e poi a due Giornate Mondiali della Gioventù, in Canada nel 2002 e, mentre è a Fujairah, a quella in Germania, Colonia, nel 2005.

 

Dal 22 dicembre 2008 è in Italia, a Roma-Via Paolina, instancabile collaboratrice dell’ACSE (Associazione Comboniana Servizio Migranti e Profughi, fondata a Roma da P. Renato Bresciani come “Associazione Comboniana Servizio Studenti”).

Nel 2010, celebrando il 50° di consacrazione religiosa, così si esprime: “Sì, senza l’aiuto di Dio, non avrei potuto raggiungere il traguardo di 50 anni al Suo servizio e proprio l’aver servito Lui e i Suoi figli è stata la mia vera gioia e il mio unico interesse. Il Signore è stato oltremodo buono con me. Lui il mio unico sostegno nei momenti difficili e penosi dei quali Lui solo è testimone”.

Nel 2016 cominciano a manifestarsi problemi di salute che le ripetute cure, ricevute sia a Roma che a Verona, non riescono a risolvere. Se ne va silenziosa, nelle prime ore della notte del 24 agosto 2017.

 

Dal Medio Oriente, dove è vissuta più a lungo, giunge questo ricordo:

 

Care Sorelle, vi mando qualche parola su Sr. Rosangela con la quale ho vissuto i sei anni della missione di Fujairah, negli UAE. Sr. Rosangela è stata nella nostra provincia per molti anni, fino alla chiusura di Fujairah, nel dicembre 2008. Ha dato un contributo enorme alle nostre scuole a partire dai tempi di Aden, poi Bahrain, Dubai e infine Fujairah, dalla sua apertura. Insegnava Biologia e, negli ultimi anni, solo Religione.  È stata una presenza creativa e molto positiva per la catechesi e per tante iniziative parrocchiali, come la preghiera settimanale per le vocazioni, in tutte le nostre missioni del Golfo. 

Era una persona apparentemente semplice e anche molto ricca di doni, con un cuore più grande di lei.

Un tratto importante di Rosangela era la sua apertura e accoglienza verso noi Sorelle e la gente, la sua capacità di intuire i bisogni e venire incontro meglio che poteva, come se fosse una cosa naturale. Un altro dono era la sua capacità di rischiare tutto quanto era nelle sue possibilità, a costo di essere considerata imprudente, per facilitare l’accesso alla catechesi di più bambini e persone possibili in territori esclusivamente musulmani, quindi in condizioni di per sé difficili. Poi il suo cuore grande e la sua capacità di trovare nuove vie e modi pur di aiutare le persone, studenti in particolare, in difficoltà sia finanziarie che di famiglia o altro. In poche parole, un bel modello di carità vera tra noi e con la gente.

Di sicuro il Signore la sta accogliendo tra le Sue braccia per donarle la gioia che lei ha saputo dare a così tante persone. (Sr. Claudia Galli)

 

Cosi scrivono di lei amici e Sorelle che hanno avuto modo di conoscerla:

In più di 40 anni varie sono state i Missionari e Missionarie che si sono avvicendati nella nostra associazione. Le Suore Missionarie, devo ammettere, sono state sempre all’altezza delle necessità, anzi, alcune si sono superate. Sr. Rosangela è stata una di queste.

Suora missionaria profondamente buona. Quante volte io, o i vari direttori che si sono succeduti all’ACSE siamo arrivate a rimproverarla per la sua eccessiva bontà e disponibilità che arrivava a metterci in difficoltà. Lei face “spallucce” e ripartiva con il suo carrello della spesa pieno di generi alimentari e vestitini dei bambini. Ci mancherà… ma ancora di più mancherà agli innumerevoli bisognosi che bussavano a via Paolina o che la cercavano all’ACSE. Fondamentale, come dicevo, è stata la sua bontà di cuore e la sua semplicità di modi. Un’anima grande che ha dedicato la sua vita agli ultimi, agli immigrati, con particolare attenzione alle mamme e ai bambini. Oggi, quell’anima grande ma schiva, che non amava la “prima fila”, ci ha portato qui, uno per uno, prendendoci per mano. Continuava ad inventare progetti che poi chiedeva a me di sviluppare. Questi progetti erano il naturale, quasi necessario, linguaggio della sua anima. Abbiamo così avuto la grazia di muoverci quasi in un’onda giusta e di cavalcarla spontaneamente senza forzare e senza strafare. Anche se all’esterno potevamo dare l’impressione di creare chissà che, in realtà eravamo convinti di fare solo gesti normali, quelli di una missionaria e dei laici integrati nel popolo di Dio… nella Chiesa… nella missione, sul tracciato D. Comboni e di P. R. Bresciani.

Ringraziare Dio per questa stagione straordinaria che abbiamo vissuto è per me un bisogno quasi fisico. Ma vorrei dire di più. Tra le mani abbiamo un’eredità che non potremo mai trattenere con le nostalgie e con i rimpianti. Se ci crediamo, se crediamo nelle innumerevoli testimonianze della nostra sorella Rosangela, la sua eredità può crescere a dismisura sotto le nostre cure, persino dietro le nostre lacrime di oggi. Allora non sarà un semplice testamento ma un invito alla primavera che abbatterà, ne sono certo, la cortina di un dolore, in questo momento senza confini.

Riposa in pace, Sr. Rosangela, madre, sorella, amica. Sei stata la nostra gioia e la nostra ricchezza. Oggi la nostra speranza. (Gianfranco Caporossi)

 

“Sr. Rosangela: una donna con la sensibilità e il cuore di mamma, una consacrata che ha donato tutta la sua vita a Dio, una missionaria figlia di Comboni, piena di zelo e di amore per i poveri e abbandonati. Qualcuno l’ha definita un “bulldozer della carità”. Difficilmente lasciava andare una richiesta di aiuto senza risposta.

Aveva molto a cuore l’educazione, ministero che ha portato avanti per tanti anni di missione e anche qui, a Roma, non ha mai detto di no a chi chiedeva un aiuto per imparare l’inglese o l’italiano.

Profondamente appassionata della missione che ha vissuto per più di quarant’anni soprattutto negli Emirati Arabi, quando aveva l’occasione di parlare della sua esperienza, lo faceva sempre con amore ed entusiasmo.

Ciao, Rosangela, sono certa che anche in Cielo continuerai a intercedere per i bisogni della tua gente e per tutti noi.” (Sr. Carla Passoni)