PILATI, sr. Eleonora

Questo nostro ricordo di Eleonora, è legato a quello di una sua sorella e di due fratelli, tutti membri della nostra Famiglia Comboniana, che, mossi dallo stesso carisma hanno speso la loro vita in quattro diverse Circoscrizioni di missione tra le prime della nostra Congregazione, oltreché in Europa. In questi quattro membri della famiglia Pilati troviamo espresse in modo significativo tutte le ministerialità in cui si è tipicamente espressa la nostra missionarietà: catecumenato, formazione del Clero locale e comboniano, promozione umana e culturale, servizio di carità spirituale e materiale, perseveranza accanto alla nostra gente durante gravi situazioni politiche nelle nostre missioni, animazione missionaria e orientamento vocazionale, amore alla Chiesa locale e spirito inter-religioso ed ecumenico e, infine, in tutti, carattere missionario della malattia e anzianità.

 

Sr. Eleonora nacque nel piccolo villaggio di Pressano, comune di Levis in provincia di Trento, tredicesima di 14 figli, e venne battezzata tre giorni dopo la nascita coi nomi di Giuseppina Marta; ma era quest’ultimo, comunemente usato.

 

La sua era una famiglia grande e particolarmente benedetta da Dio, non solo per la numerosa prole e per il benessere economico, ma soprattutto per la sua profondità religiosa vissuta nel suo interno e in una piccola parrocchia (di appena 700 anime) ma di particolare fervore cristiano e aperto ai problemi della Chiesa e delle missioni. Durante il servizio pastorale del parroco che ha accompagnato la crescita della famiglia, Pressano ha dato alla Chiesa ben 17 vocazioni sacerdotali religiose e missionarie. Addirittura i bambini “Pilati”, nei loro giochi, ripetevano a casa, a loro modo, le funzioni religiose a cui assistevano in chiesa. Il fatto delle quattro vocazioni comboniane donate dalla stessa famiglia alla Chiesa non fa, dunque, meraviglia.

 

La “via comboniana” venne aperta da Germano, quando a 11 anni, nel 1928 entrava nello studentato Apostolico di Trento e da una delle sorelle maggiori, Maria Luigia, che, a quasi vent’anni, nell’ottobre del 1930, entrava nel Postulato di Casa Madre VR, quando Marta e Tarcisio si avvicinavano rispettivamente ai sette e cinque anni.

 

Il tempo del noviziato per Maria Luigia deve essere stato marcato da intensa preghiera in trepidazione con l’intera famiglia, per il fatto che Germano, in terza media, aveva contratto il paratifo ed era giudicato troppo debole fisicamente per la vita missionaria. Le cure amorose della mamma lo rimisero in piedi e a seguito dell’ottimo risultato poté essere ammesso allo studentato di Brescia. Maria Luigia, era perciò doppiamente felice, per la sua Professione religiosa, il 17 ottobre 1932, con il nome di Sr. Liliana.

Certamente la famiglia e la parrocchia hanno seguito con particolare interesse la sua immediata partenza per il Bar-el-Gazal e devono essere state contagiate dall’entusiasmo del suo impegno. Viene da pensare che questo entusiasmo insieme a quello per la preparazione al sacerdozio del fratello Germano abbiano avuto il loro effetto nell’entrata di Tarcisio nella Scuola Apostolica di Trento nel 1941 e in quella di Marta nel nostro Postulato di Verona nel 1943, a 20 anni esatti lasciando la famiglia in un momento tragico della storia nel periodo della seconda guerra mondiale e a breve distanza dall’Ordinazione Sacerdotale di P. Germano, il successivo 24 giugno.

 

Nonostante i pericoli e le gravità della situazione bellica, il cammino formativo di Marta si svolse regolarmente e lo concluse il 29 settembre 1945 col nome di Sr. Eleonora. Per alcuni mesi sia lei che P. Germano rimasero in attesa che si potessero aprire le vie della missione. Sr. Eleonora destinata all’Eritrea, con altre otto Sorelle lasciò l’Italia il 30 agosto 1946 giungendo a destinazione il 20 settembre. Assegnata alla comunità delle Carceri femminili, vi iniziò il suo servizio il 1° gennaio 1947.

 

Sr. Eleonora, come personalità era molto silenziosa e riservata; non spiccava, anzi, quasi non si notava. Ma le Sorelle delle diverse comunità dove visse le sono sempre state riconoscenti per gli atti di carità da lei fatti quasi nascostamente, senza mettersi in mostra. Tutto questo, oltre al suo lavoro, che ha sempre fatto con grande esattezza, capacità e profondo senso di responsabilità. Era molto ligia a tutti gli atti comunitari; pregava molto anche privatamente in chiesa, sempre, e ancor più in questi ultimi tempi di sofferenza e malattia.

 

La comunità delle “Carceri Femminili” aveva la responsabilità generale delle donne detenute nelle carceri centrali dell’Eritrea, ma per quanto riguardava la cucina, prendeva cura anche del settore maschile. Sr. Eleonora ha dedicato le sue energie e il suo impegno proprio a tale cucina per 12 anni. Per comunicare con le persone alle quali era diretto il suo servizio, si è impegnata a fondo nello studio della lingua Tigrina, che ha imparato bene, e ha così, potuto condividere le sofferenze delle sue donne e anche degli uomini assistiti. Durante questo periodo ha dato sé stessa fino al punto di essere costretta a due periodi di riposo –una volta a Massawa e un’altra a Embatcalla, per riacquistare le forze. Oltre a questo, Sr. Eleonora si è particolarmente distinta per la sua assistenza spirituale ai carcerati condannati a morte. Con il suo aiuto, alcuni di essi passarono la notte che precedeva l’esecuzione in preghiera e penitenza, in compagnia di un sacerdote. Sono stati riportati casi di alcuni condannati che si sono rifiutati di prendere un po’ di riposo dalla loro penitenza dicendo che Gesù Cristo, sulla via del Calvario, non aveva avuto alcuna tregua.

 

Dopo 12 anni di servizio alle Carceri venne trasferita a Mai Edaga e qui ha svolto il suo prezioso compito nell’insegnamento di cucito, ricamo e taglio alle orfane di quell’Orfanotrofio e alle alunne di quel villaggio che frequentavano la scuola. Dopo otto anni, il 26 dicembre 1967 è passata a servire la comunità dell’Università di Asmara come guardarobiera e sacrestana. Era questo un periodo di particolare crescita e affermazione dell’Università e tali impegni richiedevano altrettanto adeguata esattezza e costanza che Sr. Eleonora ha praticato nel suo stile silenzioso.

 

Dopo soli tre anni all’Università, alla fine del 1970, venne inviata in aiuto alla nostra comunità di Decamere nella necessità di una Sorella esperta in taglio e cucito che potesse occuparsi di questo settore per la comunità stessa e per il servizio alla comunità apostolica dei Comboniani nella confezione di vesti. Nel luglio 1976 però c’era nuovamente bisogno di lei all’Università, ancora come guardarobiera ma anche come economa della comunità stessa. Questi erano tempi molto duri per l’Eritrea: mancava totalmente il carburante e Sr. Eleonora provvedeva il cibo alle consorelle facendosi accompagnare al mercato da un ragazzino con forza sufficiente per poter trasportare gli acquisti su un carrello a “cuscinetti”.

 

Nel 1983 dovette affrontare una stazione missionaria nuova, Dongollo, che era però temporanea e venne chiusa. Sr. Eleonora fu, allora, chiamata a far parte della comunità di Casa Comboni per lavorare come sacrestana e guardarobiera della comunità dei Padri Comboniani. In seguito, anche dopo essere stata assegnata a servizio della comunità come economa e guardarobiera, ha continuato volentieri ad aiutare i Padri nelle riparazioni del loro vestiario fino a quando, alcuni anni fa, è subentrata una rottura al femore. Con ammirabile fortezza ha subito l’intervento, ben riuscito, e, ancora una volta in piedi con l’uso di un deambulatore, con grande forza di volontà, continuava a svolgere piccoli servizi che ancora poteva rendere in guardaroba. Poco alla volta, però le forze diminuivano e si manifestarono gravi disturbi al cuore.

In questi ultimi anni a Casa Comboni, Sr. Eleonora ha trascorso una vita molto regolare di preghiera, lavoro in guardaroba, nell’orto, interesse per il giardino e la lettura, sempre con una grande volontà di vivere. Era suo desiderio rimanere in Eritrea fino all’ultimo dei suoi giorni e il Signore glielo ha concesso.

Non molte settimane or sono ha vissuto un momento di gioia particolare quando il nuovo Arcivescovo di Khartoum, S. E. Mons. Michael Didi, in visita alla Chiesa che è in Eritrea, venne a pranzo nella comunità di Casa Comboni. Egli fu molto lieto di conoscere Sr. Eleonora, sorella di P. Tarcisio, missionario per lunghi anni al Comboni College di Khartoum. Di lui serbava ricordi meravigliosi relativi a due momenti della sua vita: lo aveva avuto come insegnante di Inglese negli anni della sua formazione e come coadiutore mentre egli era Vescovo di El-Obeid e P. Tarcisio svolgeva nella Cattedrale di quella Diocesi il suo ultimo servizio missionario. Fu così che Sr. Eleonora venne a sapere i dettagli della malattia stessa che aveva portato il fratello alla morte all’età di 88 anni. Lei aveva ora quasi 95 anni di età: Pochi giorni dopo questa visita chiese di ricevere l’Unzione degli infermi che le venne impartita solennemente insieme ad altre tre consorelle. Era ormai tanto sofferente per la difficoltà di respirazione. Nel suo ultimo pomeriggio su questa terra, ha capito chiaramente di essere vicina al “Grande Incontro”. In quest’ora, ha avuto anche la gioia di poter comunicare telefonicamente con una sua nipote che teneva con lei i contatti a nome di tutti. Le disse con grande serenità che era “grave” e la nipote le assicurava la vicinanza di preghiera e di affetto di tutti i suoi cari. Esprimeva la sua riconoscenza per l’assistenza delle Sorelle, delle Superiore e dei Padri Comboniani. Si lamentava solo di non riuscire a pregare come avrebbe voluto. A tarda sera, mentre nella cappella della comunità si concludeva la celebrazione della S. Messa della Notte di Natale, con tanta preghiera per lei, Sr. Eleonora entrava in uno stato di riposo che l’ha accompagnata fino al momento in cui alle 5,30 del mattino di Natale ad Asmara, 7 gennaio 2018 portava a compimento la sua vita terrena, accolta da Gesù che certamente in cielo commemorava l’inizio della sua stessa vita fisica tra noi, in festa con i numerosi membri della sua famiglia che l’hanno preceduta in cielo e avrà ricevuto un abbraccio tutto speciale dalla sorella Sr. Liliana, da P. Germano e dal suo prediletto P. Tarcisio.

Grazie, Sr. Eleonora, per il tuo amore silenzioso e per quanto abbiamo ricevuto e imparato da te. Continua in cielo, a intercedere per la nostra gente, per noi e per il mondo intero.

Le Sorelle della Provincia Eritrea