RIGHETTI, sr. M. Candida

Dio è nostra forza e nostra salvezza e constatiamo quanto ci ama!

Così scriveva suor Candida dall’Uganda, alla madre Giuseppina Tresoldi, il 16 giugno 1991, dopo un attacco dei guerriglieri alla missione…

 

Nata a Capovalle Bresciano nel 1929, Candida entrò nella nostra congregazione nel 1950.

Emessi i primi voti due anni dopo, partiva subito per Londra per apprendere l’Inglese, ma anche per prepararsi a diventare infermiera.

Finalmente, dopo cinque anni di studio intenso, suor Candida poteva partire per l’Africa. Era il 1957, e durante trent’anni sarebbe stata fedele alla sua Uganda, passando come “buona samaritana” in varie missioni. Il suo servizio di infermiera era molto apprezzato, e i suoi pazienti ricorrevano a lei con fiducia. Fra tutti, aveva comunque i suoi “prediletti”, ed erano i piccoli orfani di Lira, che non dimenticò mai e dei quali parlava spesso anche dopo il suo rientro in Italia.

 

Dal 1986 al 2003 suor Candida dovette rimanere in Italia. Il problema erano le sue condizioni di salute, ma non per questo rinunciò al suo compito di infermiera presso le sorelle ammalate.

Il richiamo dell’Africa, però, non lasciava di farsi sentire. Per questo, nel 2004 chiese ed ottenne di ritornare in Uganda, dove fece parte delle comunità di Gulu e di Lira.

Rientrò definitivamente nel 2015, avendo ormai 84 anni, e ritornò ancora una volta ad Arco, ma questa volta per sempre.

 

La sua presenza in comunità sembra aver lasciato il segno. Quello che più ci ha edificato –ricordano ora le sorelle- è stato l’atteggiamento con cui suor Candida ha affrontato la malattia e la morte. Quando è stata informata che non si poteva intervenire con un’operazione, ha accettato con serenità, dicendo: Ho dato tutto quello che potevo, ora mi metto nelle mani di Dio e Lo attendo!

 

Ed è proprio stato così. Si è spenta serenamente, confortata dagli ultimi sacramenti e circondata dall’affetto delle sorelle che, salutandola, le hanno detto: Arrivederci, suor Candida, riposa in pace e prega per noi!