SCAGLIARINI, sr. Alma Teresa

Teresa è la seconda di cinque figli, quattro femmine e un maschio. Due delle sue sorelle diventano suore (la prima tra le Minime dell’Addolorata e la terza di Maria Bambina). Teresa invece, appena compiuti i 21 anni, parte per la Casa di formazione comboniana di Verona: è il 23 ottobre 1948.

Dopo la Professione si prepara nel campo della salute, a Bologna e a Napoli.

Agli inizi del 1964, a bordo della nave “Italia” parte con altre due Sorelle per il Brasile, dove le Comboniane sono presenti dal 1955.

In Brasile, si occuperà sempre della salute di grandi e piccoli, con particolare attenzione alle donne, alle mamme. Inizia nella Clinica São Sebastião a Vitória (dove è anche superiora per quasi sei anni); poi a João Neiva, ancora a Vitória, a São Mateus, a Curitiba…

Tornata in Italia nel 1979, è superiora di Verona-Casa Madre Fiorentina per una decina d’anni e dal 1990 al 1994 è infermiera della comunità della Casa generalizia a Roma-Via Boccea.

Nel 1994 ritorna in Brasile: a Vitória, a São Paulo-Sapopemba e finalmente a Pinheiros: qui si occupa specialmente della salute con corsi di puericultura e alimentazione alternativa per le mamme; inizia una farmacia per produrre medicine naturali prodotte dalle donne stesse della parrocchia. Con le Sorelle della comunità si prende cura dei bambini di strada e collabora nella pastorale.

Nel 2007, rientra in Italia per ulteriori cure dopo un incidente occorsole nel 2004; pur avendo 80 anni, la prospettiva è la partenza per il Brasile appena ristabilita, ma non andrà così. D’ora in poi proseguirà da Verona-Cesiolo la sua donazione a Dio per i suoi cari brasiliani.

Muore il 5 ottobre 2017: una manciata di giorni la separa dal suo 90° compleanno.

 

Ci piace ricordare alcuni passi estratti dal libro della memoria, compilato da Sr. Teresa, durante i suoi ultimi anni…. Sono parole di fede, gratitudine a Dio per la vita e, in particolare, per la vocazione missionaria comboniana da Lui ricevuta

 

Il giorno del suo 60° anniversario annota: “Con te il mio Magnificat, o Madre Santa”

Adoro, benedico e ringrazio, riconoscentissima, il Signore per avermi concesso di vivere 60 anni in questo Istituto Missionario delle Pie Madri della Nigrizia, consacrata a Lui per la Missione. In questi lunghi anni, avrò fatto anche tanti sbagli e mancanze… ma, confidando nella Sua Misericordia infinita, sono certa che il Signore mi ama sempre così come sono, nonostante le mie povertà, più di quanto io sappia ringraziarlo.

Vorrei che la mia vita fosse un infinito GRAZIE al Signore che mi ha creata e che mi ha consegnata a genitori veramente cristiani, che mi hanno educata alla fede, così come hanno educato gli altri figli. Nella mia famiglia, altre due mie sorelle sono diventate religiose…..

……… Grazie, Signore, per l’Istituto che mi ha accolta, per le Superiore e Sorelle che mi hanno aiutata nella mia formazione missionaria e mi hanno sempre dato fiducia.  Grazie anche per le Sorelle che ho incontrato in missione….

Grazie per la missione del Brasile, dove ho vissuto tanti anni fra i più poveri e abbandonati, dai quali ho ricevuto tanto e ai quali, umilmente, ho cercato di corrispondere con il mio meglio, con tanto amore ed entusiasmo.

Grazie, Signore, per la Tua Fedeltà e il Tuo Amore. Sono stata e sono una missionaria felice.

Maria, Madre mia Santissima, sostienimi ancora in questo ultimo tratto di strada, incontro al Signore.”

 

Così scrive Sr. Giuseppina Tresoldi, Superiora Generale, in una lettera a Sr. Teresa al termine del suo servizio in Casa Madre Fiorentina:

“….  A nome pure delle Sorelle del Consiglio, desidero esprimerti la più viva riconoscenza per la dedizione generosa che hai offerto alle Sorelle ammalate durante i dieci anni della tua permanenza in Casa Madre Fiorentina. La testimonianza delle Sorelle è unanime nel riconoscere le premure usate da te.  È in nome della carità di Cristo e dell’amore fraterno che ci unisce in comunione, che ti sei donata senza riserve, per cui chiediamo al Signore, nella preghiera, di ricompensarti come solo Lui sa fare. Ci facciamo anche interprete dei sentimenti di gratitudine delle numerose Sorelle che hanno usufruito del tuo amoroso servizio. Grazie”

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