VIGGIANO, sr. M.Stefania

Nata a S. Maria Capua Vetere, in provincia di  Caserta, Rosalia Viggiano si apre alla vita nel contesto della sua città, custode di antiche memorie romane, importanti resti archeologici e un anfiteatro, il secondo in Italia, dopo il Colosseo, meta di  visitatori e di  studiosi.  Ma la zona, allora come oggi, è povera  e anche Rosalia Viggiano, come tanti altri,  al momento di provvedere al suo futuro, cerca altrove possibilità di vita e di lavoro. Le vie della Provvidenza la portano così  ad Ariccia (RM), sui colli Albani all’Istituto Spolverini per la riabilitazioni di bambini poliomielitici, dove prestavano servizio le nostre Sorelle. Come altre giovani viene a contatto con loro, rimane colpita dallo loro testimonianza, scopre il carisma di Daniele Comboni che le anima e la chiamata a dare anche lei la vita per la Missione nello spirito del nostro Fondatore.

Maturata nella preghiera e nel discernimento la sua vocazione, Rosalia chiede allora  di essere accolta nel nostro Istituto e così,  il 16 marzo 1956, entra a Verona – Casa Madre per iniziare l’iter formativo richiesto, che culmina nella  sua consacrazione a Dio per la Missione, il 29/09/1956, a Verona,  col nome M. Stefania, nome scelto,  probabilmente, per fare cosa gradita al padre Stefano. Prima di partire per la Missione, Sr. M. Stefania Viggiano deve però attuare anche la sua preparazione professionale ed è inviata, per questo, a  Bologna, dove frequenta un corso infermieristico professionale. È finalmente pronta per la Missione.

La sua destinazione non è tuttavia l’Africa, ma il  Medioriente, perché è assegnata a Nazareth (Israele), per l’Ospedale gestito dai Fatebenefratelli . Vi arriva il 9 gennaio 1962, piena di gioia e di speranza, desiderosa soltanto di prodigare cure e sollievo  ai malati che le sono affidati, spendendosi con generosità per essi, come il Signore le chiede, per  realizzare in modo autentico la preziosa vocazione missionaria di cui è stata privilegiata. È felice di trovarsi non solo nella Terra di Gesù, ma proprio a Nazareth, dove Maria ha accolto l’annunzio dell’Angelo e il Signore ha trascorso in famiglia, con lei e Giuseppe,  la maggior  parte della sua vita terrena. Questa realtà è per lei un  richiamo forte ai valori inestimabili della vita offerta e vissuta alla luce di Dio nell’umiltà del quotidiano.

Come afferma una Sorella che ha vissuta con lei nel tempo del Noviziato e che l’ha ritrovata poi a Pescara dopo il rientro dalla Missione, “Sr. M. Stefania aveva  un cuore buono e una capacità singolare di entrare in relazione con le persone. Si fermava volentieri quando si presentava l’occasione, le accostava, dava loro attenzione, se era il caso anche un aiuto in qualche loro necessità, senza mostrare mai fretta o tema di perdere tempo, perciò era benvoluta da tutte. Era anche molto  semplice….  Mai – afferma la stessa Sorella – l’ha sentita dire una parola meno buona nei confronti di chi poteva averla ferita”.

 A Nazareth Sr. M. Stefania vive e opera con grande dedizione per ben 22 anni, cioè dal gennaio 1962 all’ottobre 1984. Per la  sua bontà e disponibilità all’ascolto e  al  dono generoso di sé, viene scelta come Superiora della Comunità di Nazareth e come Consigliera ed Economa della Circoscrizione del Medioriente (MO), compito  che svolge con intelligenza e amore, in spirito di collaborazione, dal 1977 al  1980 e dal 1984 al 1987.

Nell’ottobre del 1984 è trasferita in Giordania. Anche  qui si occupa dei malati di Amman Hospital e lo fa con la  grande dedizione e l’amore di sempre. Svolge il suo compito di infermiera fino al 1998, poi viene incaricata della dispensa-cibo agli ammalati e alla casa delle Suore “a riposo”.

Ormai anziana e bisognosa di riposo, lascia la Comunità di Amman (Giordania) il 17 maggio 2006. Il 28 giugno viene accolta dalla Comunità di Pescara come “anziana” e aiuto infermiera. Prodiga così  le ultime sue forze per le Sorelle malate, rimanendo sulla breccia, finché le è  possibile. Dal 2011 è  tra le malate ma rimane parzialmente attiva fino al 2015.

Il Signore l’ha chiamata a Sé il primo febbraio 2018 a Pescara e ha certamente  premiato la serva buona e fedele che ha saputo riconoscerlo con viva  fede in tutte le persone che hanno incrociato la sua  strada, in particolare quelle  bisognose di cure e di consolazione  negli ospedali di Nazareth e di Amman. Il ricordo della sua testimonianza di generoso servizio continua certamente a portare frutto, e frutto abbondante, in tutti coloro che l’hanno conosciuta e sono stati colpiti dalla sua testimonianza di donazione autentica, ricca di umanità, nello spirito del Vangelo e del carisma comboniano.

Ringraziamo il Signore di averla donata alla Congregazione per la sua missione nella Chiesa, chiamata a diffondere nel mondo intero il suo Regno di pace, di amore e di bontà.