UNA SCUOLA PER MIGRANTI  CELEBRA INSIEME IL NATALE

Nella Parrocchia di San Basilio a Milano, una parrocchia alla periferia della città con un percentuale significativa di migranti, le  Suore Missionarie Comboniane, con la collaborazione di insegnanti volontari, hanno incominciato anni fa la scuola di lingua Italiana per favorire  l’integrazione. Quest’anno la scuola è frequentata da circa 200 studenti con una ventina di insegnanti. Sono presenti studenti da diversi Paesi del mondo: Sri Lanka, Cina, Egitto, Somalia, Etiopia, Eritrea, Peru, Salvador, Messico, Cile, Ecuador, Brasile, Honduras, Argentina, Georgia, Ucraina, Romania… E’ un ambiente multiculturale che cerca di accogliere tutti. Come comunità insieme agli insegnanti siamo impegnate nell’educarci all’interculturalità.                                                         E l’interculturalità è questo intessere di relazioni culturali che avvengono nel dialogo, nella valorizzazione della propria cultura e quella dell’altro cogliendo la ricchezza e l’essenza di ognuna.  Tanti degli studenti, uomini, donne, giovani hanno lasciato il loro Paese per fuggire dalla guerra, dall’instabilità politica ed economica in cerca di pace, di lavoro, di una vita più dignitosa, disposti a pagare il prezzo della lontananza dai loro cari.  Il nostro obbiettivo principale è dare un supporto linguistico perché possano conoscere, comunicare, ed accogliere le diverse culture e possibilmente entrare in relazioni di dialogo con gli altri. E’ un cammino di integrazione in modo che la loro presenza in Italia sia un dono per loro stessi e per tutti.                                                      E’ affascinante vedere la ricchezza culturale che abbiamo in questa scuola e il desiderio che ognuno ha di esprimersi e di far sentire la sua storia, vedere la loro voglia di trarre fuori i propri doni per usarli in modo efficace in una nuova vita e anche metterli a servizio. Gli insegnanti,  con tanta passione e professionalità, condividono  il loro tempo perché credono nel valore  dell’accoglienza, dell’incontro e della collaborazione.   In un clima di condivisione e di armonia  prima di Natale, come gli altri anni, abbiamo celebrato questa festa con tutti gli studenti di diverse fedi. La preghiera comune e la festa gioiosa sono state l’occasione per chiedere insieme al Signore, Dio di tutti, il dono della Pace così necessario ad ognuno.

Nelle parole di una delle insegnanti sentiamo la gioia ed intensità sperimentate.

La festa di Natale della scuola di Italiano per migranti di San Basilio del 21 dicembre scorso, è stata per me un’esperienza di cui fare tesoro. Lo definirei uno di quei momenti che io chiamo ‘i ricordi della memoria del cuore’ a cui ritornare quando si ha bisogno di energie e di pace. Nella semplicità e nella gioia dell’accoglienza mi sono ‘sentita a casa’, che per me significa poter essere ciò che veramente si è senza dover indossare le solite maschere sociali che generalmente tutti, chi più chi meno, portiamo quando ci relazionano con gli altri.

L’atmosfera che si poteva respirare era un’alchimia fatta di autenticità nelle relazioni e di accettazione dell’altro, facendo dell’alterità un arricchimento reciproco, uno scambio alla pari disinteressato e altruista. Superate le barriere di lingua, di razza, di religione e i pregiudizi si è riusciti a vivere un momento speciale dove l’augurio o preghiera, poco importa la definizione, che Suor Luisella ha chiesto di condividere con tutti i presenti è stato la speranza di un futuro di Pace per questo nostro mondo che tanto ne avrebbe bisogno dovunque e comunque.

Perciò un grazie dal cuore alle Suore Comboniane per aver organizzato lo splendido evento, agli altri insegnanti che hanno collaborato alla riuscita della festa, alle   rappresentanti  della scuola di italiano di Villa Pallavicini,   che con le letture significative fatte dalle loro allieve, prima nelle loro lingue madri e poi in italiano, hanno arricchito l’unicità del momento. Soprattutto  un grazie ai nostri studenti tutti che, con la loro semplicità e con la loro voglia di mettersi in gioco sempre e nonostante le loro difficoltà, non solo di lingua ma anche di vita che affrontano ogni giorno, ci accolgono sempre con il sorriso di chi non perde mai la speranza.

Alba Pettenari e Sr. Nilma do Carmo De Jesus, Comunità di Milano

 

 

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