Ci sono moltissime persone che mi hanno colpito nella missione, ma voglio condividere con voi la storia di una donna in particolare: Carmen, una catechista di circa 63 anni. È una persona semplice, generosa, rispettosa, grata e soprattutto piena di speranza.
Per quasi dieci anni Carmen ha lottato con seri problemi di salute. Le avevano diagnosticato diverse malattie, incluso il cancro. I trattamenti e le complicazioni l’avevano resa obesa e incapace di lavorare o svolgere le attività quotidiane. Per molti anni è rimasta costretta a letto.
L’ho incontrata durante i miei primi giorni nella missione, quando visitavo i malati della parrocchia. La prima volta che sono entrata nella sua casa sono rimasta profondamente colpita. Ovunque c’erano immagini cattoliche: ritratti della Madonna, diversi santi, messaggi religiosi dappertutto. Era chiaramente una donna molto devota, specialmente devota alla Madonna.
Prima che la sua malattia peggiorasse, Carmen preparava e vendeva fiori e vestiti per le persone che ne avevano bisogno. Anche quando si è ammalata gravemente e non poteva più camminare, ha continuato a fare questi piccoli lavori senza lamentarsi. Rimaneva gioiosa e grata per la vita, nonostante tutto.
Durante la nostra prima conversazione, Carmen mi ha chiesto se potevo portarle la Santa Comunione. Sentivo il desiderio profondo dentro di lei di ricevere Gesù, di riconnettersi con Cristo attraverso l’Eucaristia. Poi ha iniziato a condividere con me il difficile cammino che aveva vissuto. È stato molto toccante e allo stesso tempo fortificante.
In quel momento abbiamo pregato insieme e letto un brano dal Vangelo di Matteo: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. Quelle parole hanno portato pace non solo a Carmen, ma anche a me. Sono rimasta seduta con lei per quasi un’ora, ascoltando, pregando, condividendo. Da quel primo incontro ho deciso di portarle la Santa Comunione ogni settimana. Era il nostro desiderio più profondo.
Ciò che è rimasto impresso nel mio cuore è stata la fede di Carmen, la sua umiltà, la sua fiducia incrollabile in Dio. Nonostante tutta la sofferenza, una volta mi ha detto qualcosa che non dimenticherò mai: “Non si tratta di fare grandi cose, ma di fare piccole cose con Cristo e fiducia in Dio”.
Ogni volta che le portavo la Santa Comunione, Carmen era sempre preparata e riceveva Gesù con una gioia immensa. Mi ricordava costantemente quanto Gesù avesse cambiato la sua vita attraverso l’Eucaristia. Non passava mai un solo giorno senza preghiera. Pregava il Rosario, partecipava alla Messa online, conosceva ogni lettura quotidiana e tutte le feste della Chiesa cattolica.
Mi ha raccontato che quando sentiva dolore pregava il Rosario, e molte volte il dolore scompariva. Pregava per la sua famiglia, per la Chiesa, per il mondo intero. La sua fede e la sua perseveranza mi hanno profondamente toccato e rafforzato nella mia vocazione.
Nel corso degli anni ho visto Carmen crescere spiritualmente più forte, settimana dopo settimana. La sua relazione con Cristo si approfondiva attraverso le preghiere e la ricezione regolare della Santa Comunione. Dopo molti anni di sofferenza, Carmen ha vissuto una grande trasformazione. È stata guarita dal cancro.
Solo pochi mesi fa ho assistito a uno dei momenti più belli della sua vita. Carmen è riuscita a partecipare alla Messa in chiesa e a ricevere la Santa Comunione direttamente dal sacerdote. Per me questo è stato un vero miracolo.
Guardando indietro, credo davvero che Dio abbia lavorato durante tutto questo cammino di cambiamento, guarigione e risurrezione. La vita di Carmen è una testimonianza vivente di speranza, fede e fiducia in Dio.
Ci sono ancora molte persone malate che rimangono nelle loro case e non possono andare in chiesa, eppure desiderano profondamente ricevere il Corpo di Cristo. Sento fortemente che Gesù ci chiama a raggiungere queste persone bisognose e abbandonate, quelle che desiderano ardentemente la sua presenza. Come congregazione comboniana, mi sento chiamata ad andare da loro, a portare Cristo, a condividere la buona notizia, a essere segno dell’amore e della speranza di Dio nelle loro vite.
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Fonte: Testimonianza di Maria Gorret, smc – Provincia Ameria – Ecuador
