Cent’anni di Giornata Missionaria Mondiale. Le Suore Missionarie Comboniane rinnovano il loro “sì” alla missione.
Con il 1° ottobre, memoria di santa Teresa di Gesù Bambino, patrona delle missioni, si è aperto l’Ottobre missionario. Quest’anno ha un sapore speciale: domenica 18 ottobre la Giornata Missionaria Mondiale compie cento anni. Fu istituita nel 1926 da Pio XI, su proposta della Pontificia Opera della Propagazione della Fede, perché tutta la Chiesa si unisse in preghiera e in solidarietà con chi annuncia il Vangelo fino ai confini della terra.
Per questo centenario Papa Leone XIV ha scelto un tema che richiama il motto del suo pontificato: «Uno in Cristo, uniti nella missione». Nel suo messaggio il Papa ricorda che al cuore della missione c’è l’unione con Cristo. La prima responsabilità missionaria della Chiesa, dunque, è custodire l’unità fraterna tra i suoi membri. E aggiunge un richiamo che riguarda ciascuno di noi: «Nessun battezzato è estraneo o indifferente alla missione».
È un tema che sentiamo molto vicino. Le nostre comunità sono internazionali: sorelle di culture, lingue e popoli diversi che vivono insieme in più di trenta paesi. San Daniele Comboni sognava un “cenacolo di apostoli”, uniti dalla stessa passione per Cristo e per i popoli. Oggi, mentre celebriamo i 150 anni del nostro Istituto con il “150Sì alla Missione”, scopriamo che proprio questa comunione nella diversità è già annuncio. Prima ancora delle opere, è il modo in cui viviamo insieme a parlare del Vangelo.
Come vivere questo mese
- Pregare. Il Rosario missionario, con le sue cinque decine dedicate ai cinque continenti, ci aiuta ad allargare il cuore al mondo intero.
- Conoscere. Leggere le storie della missione, come quelle di Donne oltre i confini, ci fa sentire vicini a chi vive alle periferie.
- Condividere. Le offerte raccolte nella Giornata Missionaria Mondiale sostengono le giovani Chiese di tutto il mondo. Anche un piccolo dono è un gesto concreto di comunione.
- Ascoltare la chiamata. Il Papa ricorda che le comunità hanno ancora bisogno di nuove vocazioni missionarie. Forse questo ottobre è il momento giusto per chiedersi: «E io?».
Cento anni dopo, la missione continua a nascere dallo stesso luogo: un cuore unito a Cristo e aperto ai fratelli. A tutte e a tutti auguriamo un Ottobre missionario ricco di preghiera, di incontri e di coraggio.
