Le strade di Cesiolo hanno visto passare generazioni di bambini diretti alla scuola delle Suore Missionarie Comboniane. Per settanta anni, una figura è rimasta costante in quel paesaggio educativo: Suor Carla Mauri, oggi ottantacinque anni, custode di una memoria che attraversa decenni di storia pedagogica comboniana.
L’arrivo a Cesiolo: una chiamata che diventa missione
Era il 12 aprile quando Suor Carla arrivò per la prima volta a Cesiolo. “Alle ore 18:45 con ritardo alla stazione, c’era pronta la macchina per portarmi a una pizzeria nei pressi del Cesiolo”, ricorda con la precisione di chi ha vissuto ogni momento come grazia ricevuta. Alle 21:15 si recò finalmente alla comunità, dove Suor Lucienne l’aspettava per accompagnarla verso quella che sarebbe diventata la sua casa e missione per tutta la vita.
Sin dal primo mattino, la routine educativa scandì le sue giornate: colazione alle 7:30, poi subito pronta per visitare le scuole già aperte, preparando l’ambiente e accogliendo i bambini che arrivavano con i loro genitori. Quello che inizialmente poteva sembrare semplicemente organizzazione scolastica si rivelò presto una vera e propria missione comboniana tra i più piccoli.
Cesiolo: laboratorio di educazione comboniana
La scuola di Cesiolo divenne sotto la sua guida un vero laboratorio di pedagogia ispirata a San Daniele Comboni. Come il santo vescovo credeva nella rigenerazione attraverso l’educazione, così Suor Carla trasformò ogni aula in spazio di crescita integrale per i bambini del territorio.
“Non trovai difficoltà con l’insegnamento”, racconta oggi, “ma il vero lavoro era accompagnare le famiglie.” La sua intuizione educativa andava oltre la semplice trasmissione di conoscenze: vedeva in ogni bambino un progetto di Dio da accompagnare con pazienza e dedizione.
Le fotografie esposte nella scuola testimoniano questo impegno costante: dal 1919 al 2013, generazioni di famiglie hanno affidato i loro figli alle cure educative delle Comboniane. Suor Carla conserva i nomi di molte delle consorelle che l’hanno affiancata in questi decenni: Suor Bernadette Fountalayap, Suor Marie Cesaretto, Suor Martire Francesco, Suor Amelia Cottanco, Suor Pieniezza Furoni.
Momenti di grazia nella quotidianità scolastica
Uno dei ricordi più vividi di Suor Carla riguarda la visita del Vescovo di Verona alla scuola. “Alle ore 10:10 arrivò Mons. Renli”, ricorda. “Io ebbi la grazia di accompagnarlo nelle parti della scuola e poi alle cappelle per la Santa Messa delle 10:30.”
Quella celebrazione divenne paradigmatica del metodo educativo comboniano praticato a Cesiolo: il Vescovo parlò dell’importanza dell’educazione dei bambini, della collaborazione tra scuola e genitori, dell’augurio che queste scuole continuassero la loro azione a favore dei più piccoli. Era esattamente quello che Suor Carla e le sue consorelle stavano realizzando giorno dopo giorno.
Il Sindaco presente alla celebrazione sottolineò come questa scuola formasse “persone capaci di integrare e rendere ottima la formazione delle famiglie, creando cittadini preparati e una società decorosa, efficiente, ricca di valori.” Parole che descrivevano perfettamente il progetto educativo che Suor Carla stava incarnando a Cesiolo.
Un metodo educativo dal cuore comboniano
Il segreto del successo educativo di Suor Carla a Cesiolo risiedeva nella sua capacità di vedere Cristo in ogni bambino. “Durante la Messa tutti erano portati alla scuola”, racconta. “Incontrai tante persone che mi ricordavano e anch’io ricordavo il loro nome, riuscendo a essere felice ricordando gli oggetti del bambino.”
Questa memoria affettiva e personalizzata caratterizzava il suo approccio pedagogico. Non si limitava a insegnare, ma accompagnava la crescita di ogni piccolo con l’attenzione di una madre e la sapienza di un’educatrice esperta.
La presenza di ragazzi cresciuti nella scuola che tornavano a trovarla, anche dopo anni, testimoniava l’efficacia del metodo educativo comboniano applicato a Cesiolo: “Venne pure il migliore delle perdite del Papa, anche se era forte vedere questi ragazzi cresciuti con difficoltà, manifestando il loro cammino.”
Frutti di una vita spesa per Cesiolo
Oggi, a ottantacinque anni, Suor Carla può guardare con gratitudine ai frutti del suo impegno educativo. Le vie di Cesiolo continuano a riempirsi di bambini che si dirigono verso la scuola delle Comboniane, ma molti degli adulti che oggi vivono e lavorano nel territorio portano nel cuore l’impronta educativa ricevuta tra quei banchi.
“Per il pranzo è stato servito con fiotti di torte e alle fine le torte con l’omaggio di candeline speciali”, ricorda della celebrazione dei tanti anniversari scolastici vissuti. Ogni festa, ogni celebrazione diventava occasione per rafforzare quel legame tra scuola e territorio che caratterizza l’educazione comboniana.
Il carisma che continua
La storia di Suor Carla a Cesiolo rappresenta l’incarnazione perfetta dello spirito comboniano nell’educazione. Come San Daniele vedeva nella formazione dei giovani la chiave per la rigenerazione sociale, così lei ha vissuto ogni giorno di scuola come missione evangelizzatrice.
“Quale frutto ha prodotto la mia vita personale?”, si domanda oggi con umiltà. Ma i frutti sono evidenti: generazioni di bambini di Cesiolo che hanno imparato non solo a leggere e scrivere, ma a vivere con dignità e speranza, seguendo l’esempio di una suora che ha fatto dell’aula scolastica il suo altare missionario.
La sua testimonianza ricorda a tutte noi Comboniane che la missione può incarnarsi ovunque, anche in un piccolo paese come Cesiolo, dove l’educazione quotidiana diventa strumento di evangelizzazione e promozione umana, fedele al carisma del nostro Fondatore.
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Storia raccolta da Antonella Catania, smc
