Riflettere sul carisma comboniano nel ministero della salute è, a mio parere, per la nostra congregazione un tentativo di portare alla luce quegli elementi carismatici significativi per il nostro impegno nel mondo della sanità, forse finora un po’ nascosti e, come lo scriba del Vangelo, tirar fuori dal nostro tesoro cose nuove e cose antiche.

Un elemento che mi sembra centrale e necessario recuperare prima di tutti gli altri è la luce che dal mistero del Cuore trafitto del Buon Pastore viene sul nostro servizio nel campo della sanità. Come leggiamo nella nostra RdV, il Comboni contempla il Cuore di Cristo e ne assimila i sentimenti profondi. Il Cuore di Gesù è il centro della Sua persona. La Chiesa afferma che sotto la dizione del Cuore di Cristo s’intende in realtà la Persona stessa del Salvatore. La centralità della persona, di cui si parla ultimamente sempre di più anche nelle organizzazioni sanitarie e ospedaliere è per noi una questione di espressione e di fedeltà al carisma che abbiamo ricevuto, centrato in una persona, che è il Cristo Gesù che ci chiama a entrare in un rapporto personale con Lui e a vivere relazioni di tipo personale…a essere sorelle che incontrano persone, con i loro volti e le loro storie ferite dalla malattia e dal disagio, dalla necessità fisica e psicologica e che attendono da noi di essere viste, toccate, incontrate.
Il Cuore che S. Daniele Comboni ci consegna è un Cuore trafitto, nel quale il mistero pasquale raggiunge il suo culmine e si rivela pienamente. Diverse riflessioni partono dalla contemplazione di quest’immagine. Da un lato, lo scandalo della sofferenza, lo scandalo della croce, quella di Gesù e quella dei malati che incontriamo e serviamo. Dobbiamo sentire lo scandalo, il disturbo arrecatoci da questo mistero, la fatica di accettarlo come parte della vita e della missione e la fatica di accettare come Gesù l’ha vissuto, l’ha riempito di significato e come indica a noi di farlo. “L’aspetto inquietante della teologia è rappresentato proprio della rivelazione del Dio debole, del Dio servo, per cui si parla di debolezza dell’onnipotenza (…)La salvezza viene dunque dalla debolezza estrema della croce: Dio salva l’uomo con la forza della sua debolezza”.
Dall’altro “l’acqua e il sangue che fluiscono dal Cuore trafitto di Gesù sono anche gli elementi presenti a ogni nascita. Trafitto dalla lancia, il corpo di Gesù diventa spazio di vita aperto, da cui scorrono acqua e sangue, elementi fondamentali nella gestazione della vita umana”. Il Cuore di Gesù, secondo le parole di J. Ratzinger, salva il mondo aprendosi. Che cosa può significare questo per noi? Come possiamo applicare a noi queste riflessioni? Possiamo cogliere qui un invito chiaro alla maternità spirituale e al nostro impegno, anche professionale, nel campo della maternità?
L’immagine del Cuore trafitto del Buon Pastore è per la famiglia comboniana la più significativa ed eloquente della spiritualità del suo fondatore. “La dimensione pastorale deve essere intesa come attitudine del pastore; infatti, pastorale per definizione è la cura con cui ci si preoccupa della vita dell’altro, perché nessuno vada perduto, perché l’altro sia custodito e fatto crescere…” E qui potrebbe inserirsi la nostra riflessione sulla sfida della gestione delle strutture sanitarie: “Aiutare gli altri a raggiungere determinati obiettivi significa farsi carico dei problemi, organizzare, dare direttive e correggere ma soprattutto aiutare le persone a collaborare, confrontarsi e lavorare per la comunione”. Gli ospedali sono ormai concepiti come aziende in cui la cura della persona sta pian piano diventando centrale, fino a (sognare di) organizzare tutto il sistema di presa in carico sulla figura del malato e delle sue necessità… Questo linguaggio “nuovo” in realtà noi lo troviamo radicato nel nostro specifico, non è nuovo per noi ma in esso risuonano gli echi del Piano del Comboni e la contingenza storica potrebbe essere “l’ora” del cambiamento, il momento di mutare l’antico percorso e sceglierne uno nuovo, rischiando come ha fatto il Fondatore…
Monica Luparello, smc
Missionaria in Italia
