L’occasione per riflettere su “Carisma e Sintesi della Mappatura di Ministeri“ – come mi è stato chiesto di fare in questa breve condivisione – ci offre una rinnovata possibilità per andare più in profondità, in una ricerca costante di ciò che dà significato alla nostra testimonianza nel segno del Carisma che condividiamo.
Il team che ha accompagnato in modo ravvicinato il cammino della Mappatura ha colto che: uno sguardo d’insieme, per una capacità generatrice di confronto e di dialogo, dentro le varie tipologie delle reti sinodali formano dimensioni molto significative che si intersecano nel grande mosaico della Mappatura per così vivere il Carisma con una rinnovata vitalità.
Inoltre, poter leggere la realtà inerente ad un dato ministero attraverso una pratica radicata in dati sistemici e, sotto diversi aspetti, verificabili, offre una grande serietà e consistenza alla valutazione qualitativa e quantitativa con le quali desideriamo accostarci alla galassia che caratterizza la trasformazione sociale quale orizzonte a cui aspiriamo nella costruzione del Regno di Dio ovunque.
Chi tra noi ha già avuto modo di famigliarizzarsi con l’informazione ottenuta durante l’iniziativa della Mappatura, sa che tra le molteplici voci contenute in una delle due apposite schede per la raccolta dati, vi era anche quella inerente al Carisma. Veniva infatti chiesto di esprimere quale dimensione del Carisma avesse sostenuto, nel tempo, il divenire di un dato Ministero, in un dato contesto.
All’interno di una esperienza così significativa, il Carisma emerge come la forza-traino che sostiene, avvolge e promuove ogni dimensione della nostra ministerialità. La figura paradigmatica del Fondatore – coesa alla molteplicità delle ministerialità prefigurate nel Piano per la Rigenerazione dell’Africa – sostengono le varie espressioni che trovano particolarmente nel vissuto della sua vita l’energia profetica a cui attingere per rispondere alle esigenze dei segni dei tempi.
Tra le maggiori tendenze emerse nella nostra attuale visione missionaria vi sono: la vicinanza e il fare causa comune con gli impoveriti; essere inseriti nella realtà in cui viviamo, la collaborazione ministeriale nelle sue svariate dimensioni; evangelizzare come comunità che vivono una spiritualità sostenuta da stili di vita evangelica; come anche l’accompagnamento spirituale e l’impegno educativo olistico.
Tra gli spazi di crescita urgono: una maggiore attenzione alla denuncia sociale, assieme a una capacità propositiva di alternative sistemiche significative. La conversione ecologica, le pratiche per una economia sostenibile/equa; la costruzione della pace e della riconciliazione; il dialogo interreligioso e interculturale esigono rinnovata inventiva comboniana. La difesa dei diritti fondamentali dei Popoli Primi e l’interazione con i Movimenti Popolari sono aree umane che reclamano una eco degna del Carisma che ci è stato consegnato.
Maria Teresa Ratti, smc
Missionaria in Italia
