L’evento, celebrato in presenza nella casa della Circoscrizione Sud Sudan a Nairobi, ha coinvolto da remoto la Direzione generale e tante missionarie comboniane connesse da varie parti del mondo. Particolarmente apprezzata l’azione di coloro che hanno affiancato e reso possibile il “parto”: in particolare il team dell’Ufficio Centrale Sviluppo Missione di Roma di cui l’ufficio del Sub Sahara fa parte. Durante la celebrazione si è sottolineata la collaborazione della Fondazione del Ceresio e di Porticus che hanno sostenuto questa iniziativa ma anche della Diocesi di Stoccolma.
Per i 150 anni di fondazione «questo è proprio un bel regalo che facciamo a noi stesse e a tutti i popoli dell’Africa Subsahariana con cui condividiamo la nostra vita e la nostra fede», ha detto per l’occasione suor Eulàlia Capdevila Enríquez, Consigliera generale e Presidente della Fondazione Comboniane nel mondo. «Il bisogno di appartenere a una realtà più grande della propria Circoscrizione ci ha fatto osare cammini nuovi; la Congregazione si sta preparando al XXI Capitolo Generale ed è impegnata nello studio di unificazioni e nuove modalità ministeriali. È sempre più necessario condividere e coordinare le nostre risorse, le nostre competenze e le nostre conoscenze: questo Ufficio è una primizia dell’agire insieme come comboniane nell’Africa Subsahariana».
L’inaugurazione corona anni di intenso lavoro: il “sogno” sembrava irrealizzabile, ma suor Christine Alindu, che oggi coordina l’Ufficio, già all’inizio del cammino non aveva dubbi: «Il nostro coraggio sta generando la creatività necessaria per portare avanti questa impresa; ce la faremo!». Con l’assistenza di suor Orietta Pozzi e dello staff della Fondazione Comboniane nel mondo, insieme agli spunti offerti da consulenti, il sogno è diventato realtà.
È un sogno avviato nel 2015 dalle Superiore delle Circoscrizioni dell’Africa Subsahariana, di cui l’attuale Superiora generale, suor Luigia Coccia, era parte; l’anno successivo diventa mandato del Capitolo generale e comincia gradualmente a prendere forma: «In 7 anni siamo cresciute in una comprensione più ampia di cosa sia veramente un ufficio sviluppo e quale sia la sua vera missione – riconosce suor Luigia -. Nell’ampliamento dei nostri orizzonti molto dobbiamo al signor Charles Camara, che ci ha aiutate a partire da noi stesse, dalla nostra identità di donne consacrate per l’annuncio del Vangelo e dalla nostra crescita personale e comunitaria; è importante sentirsi parte di un tutto più grande. Attraverso questo Ufficio la Congregazione ha un cuore e un orecchio più vicini e attenti alle realtà specifiche del Sub Sahara. Entro il “processo fondazionale” che continuamente la ricrea e rinnova, questo nuovo Ufficio, promuovendo processi di unificazione già in corso, la aiuti a rispondere meglio alla sua vocazione; il mondo, segnato dagli effetti della pandemia e delle guerre, ha bisogno di conversione, riconciliazione e cura promosse dall’educazione globale alla pace e al rispetto dei diritti umani».
L’equipe pensante, costituita da suor Christine Alindu, suor Azucena Céron Escobar e suor Juliette Makolet, ha elaborato una prima definizione dell’Ufficio Sviluppo Missione Sub Sahara di Nairobi. Considerato come evoluzione dell’Ufficio Centrale, esso ne costituisce una sua branche. L’Ufficio si metterà in relazione con una varietà di persone e organismi per avviare iniziative di formazione e di ascolto dei bisogni locali prioritari, al fine di dare risposte ponderate e lungimiranti perché, come ha sottolineato Alberta Sosio della Fondazione del Ceresio: «Ciò che vi rende diverse è che voi siete in Africa per starci; vivete con la gente e tutta la vostra vita è dedicata a loro».
Sotto gli auspici del “coraggio creativo” di San Giuseppe, suor Maria Martinelli e suor Ann Lucy Wanjiku Njoroge tagliano il nastro a nome di tutte le Suore missionarie comboniane delle Circoscrizioni Sub Sahara, e l’Ufficio Missione Sviluppo a Nairobi si mette al lavoro.



