In una zona dell’Etiopia dove convivono cristiani ortodossi, musulmani e seguaci delle religioni tradizionali, i rapporti tra le diverse comunità religiose erano segnati da secoli di diffidenza e incomprensioni. Ogni gruppo viveva chiuso nella propria tradizione, vedendo negli altri una minaccia alla purezza della propria fede.
Comprendendo che il dialogo è il cuore della missione divina – poiché Dio stesso ha iniziato un dialogo di salvezza con l’umanità attraverso il Figlio e lo Spirito Santo – le Suore Comboniane hanno promosso spazi di incontro interreligioso. Non per sincretismi, ma per scoprire insieme come Dio opera attraverso lo Spirito in tutte le tradizioni autenticamente spirituali.
“Nel dialogo abbiamo scoperto che tutti cerchiamo la stessa cosa: vivere in pace con Dio e con i fratelli”, testimonia Imam Hassan, che partecipa agli incontri mensili. “Le differenze non si sono cancellate, ma sono diventate ricchezza. Ora collaboriamo per il bene della nostra terra comune.”
Grazie a questi dialoghi, le tre comunità religiose hanno creato insieme un progetto di pace che ha mediato in 12 conflitti locali, un programma educativo che rispetta tutte le tradizioni coinvolgendo 400 bambini, e iniziative ecologiche comuni per la protezione dell’ambiente, dimostrando che il dialogo autentico genera cooperazione concreta per il bene comune.
Ogni ponte costruito tra le religioni manifesta che Dio desidera l’unità nella diversità e che il dialogo salvifico iniziato dal Padre continua attraverso cuori aperti. Le Suore Comboniane continuano a credere che quando le religioni dialogano autenticamente, permettono allo Spirito Santo di tessere quella comunione che è anticipo del Regno di Dio.
Fonte: Laura Díaz Barco, smc
