L’incontro tenutosi presso la Sala Africa della Casa Madre dei missionari comboniani a Verona ha segnato un momento storico di unione e riflessione, riunendo per la prima volta religiose, padri, fratelli, secolari e laici della famiglia comboniana per ricordare suor Maria De Coppi, missionaria uccisa in Mozambico nel 2022.
La serata ha visto diverse testimonianze significative. Rachele Brambilla, laica comboniana, che ha condiviso la sua esperienza diretta con suor Maria nell’estate del 2019 a Chipene, l’ha descritta come una donna di apparente fragilità ma di straordinaria forza interiore: “Una figura di 80 anni con problemi di vista, ma instancabile nel suo servizio alla comunità”. La quotidianità nella missione, segnata da difficoltà pratiche come la mancanza di elettricità e acqua calda, non ha mai scalfito la sua dedizione.
Suor Donata Pacini, coautrice del libro insieme a Fra Giancarlo Paris, ha evidenziato il contesto storico complesso del Mozambico, caratterizzato da conflitti e tensioni. Ha ricordato come Maria De Coppi, nonostante i rischi, abbia scelto di rimanere accanto al suo popolo: “Non preoccupatevi per noi, il nostro posto è qui”, scriveva nelle sue lettere alla Direzione Generale.
Il giornalista di Nigrizia, Brando Ricci, ha fornito un’analisi approfondita della situazione attuale in Mozambico, con particolare attenzione alla provincia di Cabo Delgado, dove le tensioni legate alle risorse naturali e ai conflitti etnici hanno creato un contesto di grande instabilità. Ha sottolineato come le recenti proteste popolari e i cambiamenti politici stiano segnando una fase storica cruciale per il paese.
Un momento particolarmente toccante è stata la testimonianza sulla dedizione di suor Maria all’evangelizzazione e all’emancipazione femminile attraverso lo studio della Bibbia. “Aveva un grande desiderio di annunciare il Vangelo, specialmente alle donne”, ha ricordato uno dei partecipanti, evidenziando come il suo impegno pastorale fosse profondamente radicato nella realtà locale.
L’evento, realizzato con il prezioso supporto tecnico e logistico dei laici missionari comboniani, ha dimostrato ancora una volta l’importanza della collaborazione tra le diverse componenti della famiglia comboniana, incarnando quello spirito di unità e servizio che caratterizzava la missione di suor Maria.
La moderatrice suor Gabriella Bottani ha concluso la serata leggendo le parole scritte da suor Maria al suo arrivo a Chipene: “Passo alla missione di Chipene, in mezzo alla foresta, un popolo povero e semplice, accogliente. Per loro sei sempre una festa. È stato questo popolo che più è entrato nel mio cuore. Ho sentito vibrare la mia vita nella loro vita. La loro sofferenza era la mia, con loro ho pianto, ho riso, con loro ha vissuto ed è morta.”
