Può un concetto teologico diventare chiave per il dialogo interreligioso contemporaneo? La risposta sembra essere affermativa, secondo uno studio approfondito pubblicato nel recente bollettino delle Suore Missionarie Comboniane.
“Il Regno di Dio è molto più di un concetto cristiano”, spiega sr. Anna Maria Sgaramella, autrice dello studio. “Nelle diverse tradizioni religiose troviamo risonanze sorprendenti che possono arricchire il dialogo interreligioso”. La ricercatrice ha analizzato come questo concetto viene interpretato nelle principali tradizioni religiose, scoprendo punti di convergenza inaspettati.
Nell’Islam, per esempio, ogni luogo può essere considerato regno di Allah quando i suoi abitanti mantengono “le buone qualità e le buone azioni”. Un’interpretazione che si manifesta concretamente nell’istituzione e nell’adesione alle leggi di Allah all’interno della società umana, con l’obiettivo di mantenere una pace e un’unità durature nella vita dei devoti.
Il concetto ebraico di “Tikkun olam” – la riparazione del mondo – offre una prospettiva complementare. “Il mondo è rotto”, evidenzia sr. Sgaramella, “e il ‘tikkun olam’ rimane legato alla responsabilità umana di correggere ciò che non va”. Questa visione, radicata nella tradizione mistica della Cabala, sottolinea il ruolo attivo dell’umanità nel processo di redenzione.
Le tradizioni asiatiche arricchiscono ulteriormente questa visione. Lo Yoga vede il regno di Dio come uno stato di presenza e pace divina accessibile attraverso la devozione, mentre il Vedanta lo interpreta come esistenza spirituale interiore che riflette i principi divini di amore, giustizia e fraternità.
Il buddismo, con il suo concetto di “ripristinare il mondo”, aggiunge una dimensione etica pratica. Un antico mito buddista descrive come la violenza sociale nasca dalla negligenza dei governanti verso i poveri, ma anche come il risanamento possa iniziare da piccoli gruppi che scelgono di vivere eticamente.
L’impatto di questa ricerca va oltre l’ambito accademico. In un momento storico segnato da conflitti e divisioni, la comprensione delle diverse interpretazioni del Regno di Dio diventa strumento concreto per il dialogo interreligioso. “La speranza”, conclude sr. Sgaramella, “è frutto della relazione viva, è sempre legata a una comunione che porta ad unirsi a tutti gli altri credenti per la costruzione del Regno di Dio”.
“InDIALOGO”, Bollettino n.19 Febbraio 2025, pp. 3-8, Sr. Anna Maria Sgaramella, SMC.
