Il mese in Uganda al termine del primo anno di medicina è stato un dono infinitamente prezioso e capace di segnare e accompagnare il mio cammino passo dopo passo, scelta dopo scelta tra la famiglia comboniana.
Le testimonianze appassionate al rientro dalla missione o, negli ultimi anni la condivisione “in diretta” via mail o whatsapp, gli scritti di Comboni o di altri missionari-e, sono stati il carburante per spendermi con entusiasmo in parrocchia nella pastorale giovanile, per concludere il percorso di studi e successivamente per vivere la mia professione di psichiatra con passione.
Limone nella casa natale di Comboni
Per la pastorale giovanile, quest’anno in modo particolare, anche in occasione della beatificazione di p. Ambrosoli (testimone prezioso per il mio cammino), ho condiviso la preparazione del materiale da utilizzare con alcune carissime amiche comboniane, che hanno arricchito tanto quanto realizzato per i giovani, gli adolescenti e i preadolescenti. Il titolo scelto per quest’esperienza proposta nei giorni immediatamente successivi al Natale è stato “Un dono, una promessa che continua”, prendendo spunto anche dal Giubileo delle Missionarie Comboniane appena concluso.
Abbiamo avuto l’opportunità di visitare Limone e respirare la grande passione per la missione e per i piccoli in ogni incontro che abbiamo vissuto. I padri comboniani ci hanno condiviso tanti aspetti della vita di Comboni sottolineandone la grande attualità, ci hanno guidato con una densa riflessione sul tema della scelta e della vocazione, e hanno invitato i giovani a continuare con un mandato carico di entusiasmo.
Durante la nostra visita, con sr. Lucia abbiamo sentito come davvero attuali e vive le parole di madre Bollezzoli: Coraggio, avanti! Costanti e intrepide…camminate franche sulle orme tracciatevi. Sr. Lucia abbiamo anche potuto conoscere alcuni aspetti delle vicende di alcuni paese di missione, di cui non eravamo a conoscenza perché messi sempre in secondo piano dai mass media, e sull’importante attenzione che da sempre le comboniane hanno per la promozione e la cura delle donne, che in molti contesti vivono umiliazioni e sofferenze disumane.
Un suggerimento dato ai ragazzi per continuare con perseveranza è stato quello di essere pane, disponibili sempre, per tutti con semplicità e creatività prendendo anche spunto dal canto “Dimmi come essere pane”, che si è tradotto in preghiera. Questo è particolarmente importante per chi accompagna i più piccoli nel cammino di fede: l’educatore è chiamato ad essere alimento, a cogliere i bisogni espressi, ma soprattutto quelli neppure verbalizzati, ma presenti e da saziare, è chiamato ad abbracciare le fragilità e a sostenere scelte importanti.
Le due giornate a limone sono letteralmente volate e…eccoci a Verona, dalle Comboniane in Casa Madre.
Verona, la Casa Madre delle Suore Missionarie Comboniane
Poco più di un mese fa ero stata nella Casa Madre per incontrare due carissime amiche al rientro dalla missione: mi aveva colpito l’accoglienza, ma soprattutto l’immensa ricchezza delle vite condivisa con semplicità e passione, talvolta anche con gli occhi un po’ velati dalla commozione delle sorelle più anziane.
Tornare a Casa Madre con il gruppo di giovani è stato una occasione per sentirsi “insieme per essere Chiesa,” insieme per essere segno condividendo e collaborando. Sr. Esperance ha condiviso con i giovani la propria vocazione, aspetti del carisma comboniano, la bellezza dell’essere accanto alla gente per condividere la quotidianità in un’opera che, come diceva Comboni, deve essere ed è cattolica. E’ stato significativo concludere la mattinata con la preghiera nella cappella, alla presenza delle prime sorelle della congregazione femminile, da dove tante donne nel corso di questi 150 anni sono partite o passate per continuare il sogno di Comboni, e pregare insieme sentendoci ripetere “Coraggio e avanti!”. Condivido il testo della preghiera perché possa essere il GRAZIE rivolto ai testimoni incontrati:

Durante il incontro con le comboniane

Il gruppo di gioveni nella cappella di Casa Madre- SMC insieme a sr. Esperance.
Senza dubbio uno dei momenti più commuoventi e che anche i ragazzi custodiranno a lungo è stata la presentazione con la comunità di Casa Madre e le sorelle lì ospitate, tra cui la nuova madre generale Sr. Anne Marie e due consigliere, sr. Maria Angeles e sr. Alicia. Nel refettorio abbiamo avuto la possibilità di fare il giro del mondo incontrando sorelle provenienti da differenti Paesi dell’Africa, dell’America, dell’Europa e ascoltando, seppur brevemente racconti di 30, 40, 50 e più anni spesi nei più diversi angoli del mondo. Nella semplicità di un saluto, ciascuna delle sorelle ha poi lasciato un incoraggiamento ai giovani e questo è stato un dono grande che poi i ragazzi hanno condiviso mentre passeggiavamo per Verona. Un altro regalo inatteso è stata la presenza, accanto alle sorelle più anziane, delle giovani in preparazione ai voti perpetui provenienti da diversi Paesi: il dono, la promessa che continua!
Al termine di questa esperienza, nel cuore di ciascuno abitano un senso di profonda gratitudine e la certezza che il Signore compie grandi cose in chi si fida e decide di spendersi per gli altri nel suo nome. Ma soprattutto custodiamo la consapevolezza che questa conclusione è un nuovo inizio o una storia che continua, una storia più grande di noi, perché il Signore scrive storie che solo Lui può immaginare e permette incontri a una profondità capace si sorprendere, come solo Lui può!
Emanuela Berto
