Si inaugura oggi a Dubai la COP 28, per la quale Papa Francesco, sostenuto da molte altre organizzazioni impegnate nella cura della casa comune, si è impegnato a contribuire per delle scelte coraggiose per ridurre le causa dei cambiamenti climatici.
Che cos’è la COP? Si tratta di una conferenza, di una riunione che avviene ogni anno e riunisce i paesi che hanno ratificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change). La convenzione è un trattato ambientale internazionale che venne firmato durante la conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente che si tenne a Rio de Janeiro nel 1992 e che si ricorda come il Summit della Terra.
Noi Suore Missionarie Comboniane abbiamo seguito la riflessione sulla crisi climatica fin dai primi anni ’90 del secolo scorso e recepito la chiamata di includere l’Ecologia Integrale, usando un termine attuale – nella nostra spiritualità e nel nostro essere missione. Il Capitolo Generale 2022 ha riaffermato la necessità di continuare “in Congregazione la nostra partecipazione alla Piattaforma Laudato Sì (LS), per un impegno più concreto sul territorio, attraverso le Circoscrizioni e le comunità. (AC 24)” Alla nostra presenza tra le popolazioni maggiormente colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici ci permette di vedere direttamente e comprendere meglio le conseguenze che la devastazione dell’ambiente infligge alla vita delle popolazioni più povere, discriminate e messe ai margini da un modello di sviluppo socioeconomico incentrato sul profitto, e come tale intento a (sfruttare) rapinare le risorse umane ed ambientali.
Finora le numerose riflessioni e dichiarazioni d’intento non hanno sortito effetti significativi nel cambiare gli stili di vita: dalle scelte personali a quelle comunitarie, dalle politiche locali a quelle dei Paesi maggiormente responsabili delle emissioni di gas climalteranti.
Papa Francesco richiama tutti e tutte, noi comboniane incluse, a “superare la logica dell’apparire sensibili al problema e allo stesso tempo non avere il coraggio di effettuare cambiamenti sostanziali. … se le misure che adottiamo ora hanno dei costi, essi saranno tanto più pesanti quanto più aspetteremo”. (LD 56). I costi non sono solo economici, ma anche di tempo e di impegno quotidiano. Quello del Papa è un grido che fa eco a quello dei poveri, di coloro che maggiormente stanno portando il peso di questi cambiamenti, il grido dei migranti, decine di milioni di persone espulse dalle proprie terre a causa dell’impatto devastante dei cambiamenti climatici, soprattutto sulla vita delle comunità impoverite. Da alcuni anni i migranti ambientali hanno superato il numero di coloro che fuggono instabilità politica e conflitti.
Accompagnare i lavori della COP 28 quindi non può più essere solo un’azione di riflessione e coscientizzazione. È troppo poco. Questo evento, accompagnato dalla pubblicazione della lettera Laudate Deum, a distanza di 8 anni dalla Lettera Enciclica Laudato Sì, diventa, in particolare per noi religiose, un richiamo ad alzare l’asticella del nostro impegno per la cura della Casa Comun
Proposte per la comunità
- Organizzare un incontro comunitario per verificare insieme il nostro impegno di conversione ecologica comunitaria e fare una scelta in più in sintonia con la Cura della Casa Comune
- Uniamoci al movimento Laudato sì #PregandoPerTe#COP28 e preghiamo per la conversione ecologica e per i delegati alla COP 28
- Leggere l’Esortazione Apostolica di Papa Francesco Laudate Deum
- Organizzare un evento, un momento di preghiera, di sensibilizzazione, se possibile aperto alle persone che conosciamo
- Seguire le notizie sulla COP 28 attraverso i media e condividere tra noi le principali informazioni






