Nel cuore dell’Africa, dove le terre inospitali si ergono come sentinelle di un continente antico e mistico, una donna ha scolpito il suo nome nell’epopea missionaria dell’Istituto Pie Madri della Nigrizia: Madre Costanza Caldara.
Definita l’Arco di Volta dell’edificio femminile comboniano, Costanza ha incarnato lo spirito di San Daniele Comboni, fondatore dell’Istituto, solcando quindici volte i mari tra Europa e Africa per confrontarsi con il vissuto missionario delle sue consorelle.
La sua vita è stata un inno all’amore per gli africani, alle privazioni e al martirio, invitando le sue sorelle a essere “carne da macello” per la causa di Cristo. L’icona del “colpo di lancia” che apre il cuore di Gesù sulla Croce è stata la guida per ogni suo discernimento carismatico e missionario.
Sotto il suo generalato, avvenuto tra il 1901 e il 1924, l’Istituto ha conosciuto una straordinaria espansione, con nuove aperture in Italia, Eritrea, Uganda, Sudan ed Europa. Costanza ha inoltre promosso la prassi di una giornata mensile dedicata alla preghiera per le vocazioni, rispondendo all’appello della Chiesa.
Le sue Circolari, veri e propri gioielli di saggezza spirituale, parlano di amore scambievole, di carità fraterna e di totale dedizione alla causa missionaria. Una vita spesa senza riserve per portare la Luce del Vangelo ai popoli africani.
Alla sua morte, le consorelle la ricordarono come “una di quelle creature elette che non si piangono, ma si invocano”. Costanza Caldara, l’Arco di Volta che ha reso solida e stabile la costruzione dell’Istituto Pie Madri della Nigrizia, un esempio luminoso di fede e coraggio missionario.
Fonte: “Archivio Madri Nigrizia” AMN, 25 a cura di Maria Vidale, smc






