LIMONE SUL GARDA, ITALIA – Nel giardino della Casa di Spiritualità delle Suore Comboniane a Limone sul Garda, paese natale di San Daniele Comboni, tre giovani donne condividono le loro testimonianze. Tra ulivi e limoneti, con il cinguettio degli uccelli come sottofondo, mi raccontano cosa le ha spinte a scegliere l’esperienza missionaria.
Bianca viene da Verona e partirà a luglio per lo Zambia. “Una cosa che mi ha molto colpito delle Suore Comboniane è la loro capacità di amare, si percepisce l’amore proprio stando lì a fianco,” racconta guardando verso il lago. La sua missione durerà un mese e mezzo. “Non mi sono fatta tante aspettative al momento e non ci voglio pensare, ho un po’ di paura, però sono molto emozionata e non vedo l’ora. Sicuramente la settimana prima sentirò qualche paura in più, ma è normale, anzi sono contentissima.”
Accanto a lei, Elena parla di ciò che l’ha attratta verso le Suore Comboniane: “Quello che mi ha più attirato è stata questa attenzione e sguardo che mettono nella loro vita, non solamente nel momento della missione, che si traduce come una chiamata molto forte, come un bisogno quasi inevitabile di arrivare in territorio di missione, che sia l’America del Sud, che sia l’Africa.”
Elena sottolinea come la vocazione missionaria delle suore si manifesti in ogni aspetto della loro vita: “Questa missione, questo spirito di accoglienza, di apertura è presente in tutta la loro vita, non solamente quando operano sul campo o sono presenti nel territorio di missione, ma è uno spirito che le avvolge, che avvolge inevitabilmente anche gli altri.”
La sua destinazione non è ancora definita: “Penso io partirò probabilmente o in Chad o in Egitto, è ancora in forse per adesso.”
Angela, la terza giovane, parla con entusiasmo della sua futura esperienza in Sri Lanka: “La cosa che più mi attira delle suore missionarie e comboniane è la luce emanata dagli occhi, la spiritualità che si percepisce, la loro gioia di abbracciare tutti quanti.”
Quando le chiedo cosa si aspetta dalla sua missione, che avrà luogo nell’estate del 2025, risponde con chiarezza: “Sicuramente di trovare emozioni forti, di colorare la mia vita, di percepire la libertà e di vivere questo senso di comunità al servizio dell’altro, del prossimo.”
Sr. Marilena, che ha accompagnato queste giovani nel loro percorso di preparazione, osserva che ogni partenza è un atto di fede. Non importa quanto tempo duri l’esperienza, ciò che conta è la disponibilità a rispondere a una chiamata.
Osservando queste tre giovani donne nel luogo stesso dove Daniele Comboni crebbe e maturò la sua vocazione missionaria, colpisce la continuità di un carisma che continua a ispirare giovani generazioni. Nelle loro parole non c’è ingenuo romanticismo, ma consapevolezza delle difficoltà e insieme entusiasmo per l’incontro con realtà diverse.
In ciascuna di loro si percepisce una motivazione profonda che va oltre il semplice desiderio di aiutare: c’è la ricerca di un incontro autentico con l’altro, la volontà di mettersi in gioco in prima persona, l’aspirazione a vivere concretamente i valori evangelici dell’accoglienza e del servizio.
Mentre il sole tramonta sul lago di Garda, illuminando di una luce dorata questo angolo di terra che ha dato i natali a uno dei più grandi missionari italiani, Bianca, Elena e Angela rappresentano il segno che il seme piantato da Comboni continua a germogliare, producendo nuovi frutti di dedizione e amore per i più lontani.
