Queste sono le parole che ci accompagnano in questo mese di ottobre, poi particolarmente nella GMM – Giornata Missionaria Mondiale.
In questo anno ricordiamo la fondazione, 400 anni fa, della Congregazione de Propaganda Fide – oggi denominata “per l’Evangelizzazione dei Popoli” – e, 200 anni fa, dell’Opera della Propagazione della Fede, per iniziativa di una giovane laica francese, Pauline Jaricot, della quale abbiamo celebrato la beatificazione il 22 maggio scorso.
Pauline ha fatto della sua vita una consacrazione alla missione ad gentes, animando e parlando ovunque della necessità di parlare del Vangelo a chi ancora non lo conosce. Una giovane donna, consacrata a questo, è davvero bellissimo.
L’AM – Animazione Missionaria – fa parte integrante della nostra vocazione missionaria comboniana, di donne che giungono fino ai confini della terra, nelle periferie esistenziali, per portare un annuncio di giustizia, dignità, amore e misericordia del Padre di Gesù. Donne “sante e capaci” – “donne del Vangelo” – scriveva san Daniele Comboni.
L’AM in Europa ha subito in questi anni una stasi, anche a causa della pandemia, ma la novità che stiamo riscoprendo come Comboniane, è che l’Europa è una terra di evangelizzazione, alla pari con gli altri 4 continenti.
In Europa si mescolano oggi razze, etnie, lingue, culture, che ci fanno pensare all’esperienza della prima catechesi di Pietro dopo la Pentecoste. Erano presenti razze, lingue culture diverse, che hanno accolto il Vangelo di Gesù Risorto.
L’Europa tra attraversando una grande crisi spirituale e carismatica, ma anche grazie al nostro aiuto potrà riscoprire il senso della sua esistenza, le sue radici cristiane, le speranze di popoli occidentali e orientali che ne fanno parte. Sono due polmoni e bisogna animarli entrambi nella pace tra i popoli.
L’Italia ha vissuto questo mese il Festival della Missione a Milano, con testimoni altamente qualificati, che hanno condiviso con i partecipanti l’esperienza dell’annuncio del Vangelo in contesti spesso difficili e drammatici.
È stato bello respirare con il polmone della missione ad gentes, è stato piacevole incontrarsi, sentirsi fratelli e sorelle di Chiese vicine e lontane. È stato emozionante ascoltare e interiorizzare.
La città era piena di turisti e milanesi, che passeggiando per le vie cittadine, hanno incontrato missionari e missionarie. L’aperitivo lungo i Navigli è stato spettacolare, intimo e prezioso.
L’AM necessita della nostra presenza femminile, di una creatività rinnovata nell’annuncio, di una freschezza interiore che spesso viene da contesti di periferia. A volte sembra che noi qui in Italia viviamo “di noia”, non sapendo più come vivere, come agire, chi siamo realmente.
Personalmente ritengo che l’AM è ancora fondamentale, soprattutto in questo contesto dove le persone ricercano spiritualità, senso della vita, motivazioni per esercitare la carità. Il mondo missionario può offrire tutto questo, se realmente ci crediamo di poterlo offrire.
La nostra vita missionaria è colma di esperienze, di relazioni significative, di incontri evangelici. Dobbiamo aprire le nostre comunità, le nostre vite, dobbiamo lasciarci coinvolgere e sconvolgere da chi viene da lontano. I cosiddetti migranti – sono nostri fratelli. Le cosiddette ragazze vittime di tratta – sono nostre sorelle nella fede e nell’umanità. E di questo “siamo testimoni nel Nome di Gesù”.
Scrive Papa Francesco nel Messaggio per la GMM 2022: “In ultima analisi, il vero testimone è il “martire”, colui che dà la vita per Cristo, ricambiando il dono che Lui ci ha fatto di Sé stesso. «La prima motivazione per evangelizzare è l’amore di Gesù che abbiamo ricevuto, l’esperienza di essere salvati da Lui che ci spinge ad amarlo sempre di più» (EG, 264). E come MARTIRE ricordiamo la sorella sr. Maria De Coppi che è rimasta fino alla morte vicino al suo popolo che amava incondizionatamente. E in quella terra riposa fino alla Risurrezione gloriosa.
Maria Rosa Venturelli, smc
Circ. Casa Generalizia, Italia






