In un mondo lacerato da divisioni e contrasti, il dialogo ecumenico tra le Chiese cristiane rappresenta una testimonianza profetica e un segno di speranza. È la strada indicata dal Concilio Vaticano II e percorsa con convinzione dai Pontefici negli ultimi decenni.
I documenti “Dialogo ecumenico: capire, farsi capire, dialogare” ed “Evangelizzare in dialogo” ci ricordano che per costruire l’unità occorre anzitutto ascoltarsi e comprendersi. Capire noi stessi, radicati nella fede della nostra Chiesa. E capire gli altri, la loro storia, dottrina e spiritualità. Un cammino che chiede intelligenza ma soprattutto amore.
Allo stesso modo, è decisivo imparare a farsi capire. Utilizzando un linguaggio e una modalità di esposizione che l’interlocutore possa recepire. Così il dialogo ecumenico può diventare confronto costruttivo, ricerca comune della verità, condivisione dell’esperienza cristiana.
I frutti sono la ritrovata fraternità, la collaborazione al servizio dell’uomo, l’arricchimento reciproco sul piano spirituale e dottrinale. Un cammino impegnativo ma fecondo, che purifica le Chiese e le proietta con rinnovato slancio evangelizzatore.






