Ogni mattina, mentre la nebbia avvolge le colline verdi della Provincia Centrale dello Sri Lanka, migliaia di donne salgono sui pendii ripidi per raccogliere le foglie di tè. Sono loro la colonna portante dell’industria—oltre il 75% della forza lavoro—eppure vivono in alloggi precari, con salari bassi e senza riconoscimento della loro dignità oltre il ruolo di lavoratrici. Nonostante le differenze religiose tra cristiane e indù, condividono la stessa fatica quotidiana, lo stesso desiderio di una vita migliore per sé e per i loro figli, lo stesso bisogno di essere viste come persone e non solo come mani che lavorano.
Proprio per rispondere a questo bisogno di riconoscimento e trasformazione, Sr. Lorena ha scelto di salire ogni giorno su quell’autobus che attraversa le strade tortuose di montagna. Infatti, ha capito che la missione qui non poteva essere fatta da lontano o con progetti calati dall’alto, ma doveva essere caratterizzata da presenza—essere con loro—e solidarietà—condividere la loro realtà quotidiana. Pertanto, ha creato spazi dove le donne potessero incontrarsi, raccontarsi, empowerarsi reciprocamente. Insomma, ha fatto della sua presenza un catalizzatore per il cambiamento, accompagnando queste donne nel cammino verso la dignità.
“Prima pensavo che la mia vita fosse solo lavorare, tornare a casa, dormire e ricominciare,” racconta Priya, una lavoratrice cristiana. “Poi ho incontrato altre donne nei gruppi che Sr. Lorena ha aiutato a organizzare. Ho capito che avevo diritti, che la mia voce contava, che potevo sognare qualcosa di diverso per mia figlia.” Tuttavia, non è solo una questione di diritti o di consapevolezza. D’altronde, queste donne hanno scoperto qualcosa di più profondo: la propria dignità di co-creatrici fatte a immagine di Dio, come insegna la spiritualità comboniana.
I risultati concreti sono tangibili: donne che prima non osavano parlare ora guidano gruppi comunitari, che rivendicano accesso a istruzione di qualità per i figli e assistenza sanitaria adeguata, che denunciano la violenza di genere senza più vergogna. Cioè, quando una donna è empowerata, partecipa all’opera continua di creazione e redenzione di Dio, come ricorda Papa Leone XIV nella sua Esortazione Apostolica: “Per sua stessa natura, l’amore cristiano è profetico; compie miracoli e non conosce limiti. Rende possibile ciò che una volta sembrava impossibile.”
Anzi, la trasformazione non riguarda solo le singole donne ma l’intera comunità. Le file di cespugli di tè che ricoprono le colline sono sempre le stesse, ma ora sono abitate da donne che camminano con la schiena più dritta, che si guardano negli occhi tra loro, che costruiscono reti di solidarietà oltre le appartenenze religiose. Inoltre, questa solidarietà tra cristiane e indù diventa essa stessa testimonianza profetica di come la missione comboniana crei spazi di comunione e speranza.
La missione di Sr. Lorena continua, fatta di ascolti quotidiani, di incontri umili, di cammino condiviso. Infatti, è proprio questo accompagnamento paziente che genera cambiamento duraturo. Le donne delle piantagioni di tè non hanno bisogno di qualcuno che le salvi, ma di qualcuno che cammini accanto a loro, che riconosca la loro dignità, che crei spazi dove possano fiorire. Insomma, la presenza missionaria qui è testimonianza che ogni persona umana—indipendentemente dal lavoro, dalla religione, dal genere—ha dignità infinita e capacità di trasformare la propria realtà quando accompagnata con amore profetico.
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Secondo le informazioni fornite da Sr. Lorena Morales F., Sri Lanka – Provincia Arabo Orientale
