Sono entusiasta di condividere con voi un’esperienza straordinaria che mi ha coinvolto ultimanente: la mia missione a Bagandou, in Africa.
È emersa l’esigenza di dedicare una suora a tempo pieno allo studio della lingua e della cultura Aka, il popolo pigmeo di questa regione. Questo impegno ci permette di servire meglio questa millenaria comunità e di apportare un cambiamento significativo dall’interno. Sono grata per il sostegno delle mie sorelle e del nostro vescovo, Monsignor Jesús Ruiz Molina, che ha istituito la Commissione diocesana per la Pastorale Aka, alla quale ho l’onore di appartenere.
Tra le attività svolte dalla commissione, vorrei evidenziare l’evento di maggior rilievo di quest’anno: la prima Giornata del Popolo Aka. Con orgoglio, i pigmei hanno manifestato fino al municipio, portando lo slogan “Noi Aka siamo i custodi della foresta”. È stata un’occasione senza precedenti, con una partecipazione di massa. Durante la marcia, i pigmei hanno cantato con forza, unendo le loro voci per chiedere un’immediata fermata della deforestazione massiccia che sta colpendo la regione. Attraverso incontri preparatori svolti nei loro accampamenti, i pigmei sono diventati sempre più consapevoli della devastazione causata dalle compagnie legnifere, dalle miniere d’oro e diamanti e anche dai pigmei stessi, nei confronti della loro preziosa casa, la foresta. Hanno compreso il loro ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità di questo fragile ecosistema. La giornata è stata indimenticabile, caratterizzata da gioia e celebrazione dell’identità attraverso danze tradizionali e giochi, conclusa con un semplice ma caloroso pranzo offerto presso la parrocchia.
Un’altra importante iniziativa della commissione è stata il lancio di un nuovo programma radiofonico sulla stazione diocesana, dedicato esclusivamente agli Aka. Attraverso interviste dirette ai pigmei, abbiamo dato loro voce, permettendo loro di denunciare personalmente gli abusi subiti dai bantu, soprattutto nel commercio di prodotti di grande valore come le larve di farfalla (makongo) e le foglie selvatiche commestibili (coco). Abbiamo anche incoraggiato i pigmei a parlare dell’importanza dell’agricoltura e della riduzione della dipendenza dai prodotti raccolti nella foresta, sempre più scarsi. Crediamo che, se saranno i pigmei stessi a spronarsi reciprocamente, potremo raggiungere un cambiamento duraturo. Il lavoro che ci attende è impegnativo ma appassionante.
Oltre al mio coinvolgimento nella comunità, sto dedicando molte energie all’apprendimento della lingua Aka. È un compito arduo, poiché nessun missionario finora è riuscito a padroneggiarla e non esistono manuali o insegnanti disponibili. Cerco almeno di comunicare a un livello di base, ma purtroppo sto assistendo alla progressiva scomparsa di questa lingua a causa dell’oppressione subita dai bantu e del disprezzo che la società nutre nei confronti dei pigmei, che vengono considerati poco più che animali.
Il mio impegno nell’approfondire le credenze ancestrali e le aspirazioni più profonde dei pigmei viene accolto con gioia e sorpresa dai miei fratelli Aka. Camminare sulle tracce dei loro piedi scalzi, lungo i sentieri che conoscono così bene all’interno della foresta, mi permette di guardare il mondo attraverso i loro occhi. È un’esperienza meravigliosa ed emozionante, un costante apprendimento per me. Il Signore mi chiama a fare esperienza dell’umiltà insieme a loro, per scoprire la grandezza che portano dentro di sé. Spero che attraverso il mio sguardo, i pigmei possano riscoprire la loro straordinaria condizione di creature profondamente amate da Dio, meritevoli di rispetto e ascolto, proprio come qualsiasi altro essere umano su questa terra.
Lucia Fonts Santana, smc – Centroafrica






