Si celebra oggi, 14 novembre 2021, la 5° Giornata Mondiale dei Poveri. Intensamente voluta da Papa Francesco, che in cuore serba una attenzione particolare per ogni persona che vive in situazione di precarietà, questa giornata ci offre la possibilità di cogliere con maggiore intensità l’intrinseca relazione che c’è tra la vita di Gesù e la vita dei poveri.
Prendendo spunto dall’episodio narrato dall’evangelista Marco al capitolo 14 del suo vangelo, il Messaggio di Papa Francesco mette al centro una verità con la quale anche oggi ci dobbiamo confrontare: “I poveri li avete sempre con voi”.
Gesù pronunciò queste parole a Betania, nella casa di Simone il lebbroso, pochi giorni prima della sua Passione e Morte. Nel contesto di un pranzo a cui era stato invitato, una donna si era fatta avanti e con audacia profetica unse il suo capo con del prezioso unguento. Fortissime furono le reazioni tra i presenti, che considerarono quel gesto un inutile spreco. Per questi ultimi, la donna avrebbe dovuto vendere il profumo e dare il ricavato ai poveri.
Davanti a tanta ipocrisia, Gesù non si scompone. Riconosce la grandezza profetica che abita nel cuore della donna e prende le distanze, come anche le misure, dai suoi detrattori: “Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un’opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre. Essa ha fatto ciò ch’era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto”.
Ci potremmo fermare qui, per lasciarci riscaldare il cuore da tanta tenerezza. Quella di Gesù e quella della donna. Papa Francesco scrive che la “forte empatia tra Gesù e la donna, e il modo in cui Egli interpreta la sua unzione, in contrasto con la visione scandalizzata di Giuda e di altri, aprono una strada feconda di riflessione sul legame inscindibile che c’è tra Gesù, i poveri e l’annuncio del Vangelo”.
Sì, un profondo e inscindibile legame avvolge la vita di Gesù, perenne buona notizia per noi! Leggiamo ancora nel Messaggio di Papa Francesco: “Gesù ricorda loro (i commensali), che il primo povero e Lui, il più povero tra i poveri perché rappresenta tutti. Ed è anche a nome dei poveri, delle persone sole, emarginate e discriminate che il Figlio di Dio accetta il gesto di quella donna”.
Ed è anche così che verrà annunziato il Vangelo, di generazione in generazione. Una pienezza sempre in divenire, che una donna, cento donne, milioni di donne, di ogni tempo e latitudine, “così spesso discriminate e tenute lontano dai posti di responsabilità, nelle pagine dei Vangeli sono invece protagoniste nella storia della rivelazione”.
Con Maria, la Madre di Gesù, che nel Magnificat ha proclamato senza paura la vicinanza fedele di Dio al Suo Popolo, e denunciato apertamente gli imbrogli di chi ammassa a spese altrui; con la donna anonima di Betania, che ha saputo osare a nome di tutte le donne impoverite del mondo… anche noi, Suore Missionarie Comboniane, ci (ri)mettiamo in cammino sulle strade del Vangelo, non solo vivendo accanto a chi è impoverito ma cercando innanzitutto di vivere noi stesse stili di vita sempre più consoni alle esigenze del Vangelo.
In collaborazione con tutte le forze ecclesiali e sociali impegnate nell’implementare strategie che ridiano dignità a chi più soffre, continuiamo a denunciare con coraggio le situazioni di peccato che impoveriscono le singole persone e la vita di interi popoli. Solo così potremo essere sante e capaci – come Comboni ci voleva – per (ri)generare quella trasformazione che onora la dignità di ogni creatura, mentre denuncia qualsiasi sistema che la offende.

