Don Roberto Cherubini, sacerdote diocesano della comunità di Sant’Egidio, per molte delle comboniane di Casa Generalizia è un amico.
Da qualche anno il martedì mattino, alcune di noi condividono assieme ad altri religiose/i di differenti congregazioni che studiano all’Università Urbaniana, un servizio di aiuto e di amicizia portando la colazione alle persone che vivono per strada nella zona di San Pietro. Don Roberto ha proposto questo servizio dopo il ritrovamento, alcuni anni fa, di una persona senza fissa dimora morta davanti al portone dell’Università.
Per noi Comboniane questo contatto con i senza fissa dimora che ci viene offerto ogni martedì è bella un’opportunità “per riscoprire in modo sempre nuovo i tratti più genuini del volto del Padre” come viene detto da Papa Francesco nel suo discorso per la V giornata mondiale dei poveri di quest’anno.
“I credenti, quando vogliono vedere di persona Gesù e toccarlo con mano, sanno dove rivolgersi: i poveri sono sacramento di Cristo, rappresentano la sua persona e inviano a Lui” cf. discorso di Papa Francesco. E questo è vero anche per noi, che trascorriamo a Roma in Casa Generalizia un periodo più o meno lungo per i vari servizi alla Congregazione, per studi o altro.
L’ amicizia e la testimonianza di Don Roberto ci aiutano a capire maggiormente che non dobbiamo parlare solo dei poveri ma vivere vicino a loro. La casa di Don Roberto a Terni è un centro di accoglienza di un bel gruppo di senza fissa dimora e di immigranti che vengono da ogni parte del mondo. Questo è il suo modo concreto di fare lobbing o advocacy.
Don Roberto al centro con i suoi collaboratori religiosi-e

