La celebrazione della Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la tratta di persone segna un appuntamento importante nel servizio che svolgo all’Unione Internazionale Superiore Generali (UISG), come coordinatrice Internazionale di Talitha Kum, la rete mondiale delle suore impegnate contro la tratta di persone. La preparazione della prima giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta, l’8 Febbraio 2015, ha segnato l’inizio del mio servizio a Talitha Kum. Fu il prima grande sfida che affrontai, dopo aver iniziato il servizio agli inizi di gennaio dello stesso anno. La giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone ha aiutato a valorizzare il contributo che la rete di Talitha Kum apporta: la dimensione spirituale, che mette al centro del nostro agire le vittime della tratta e la collaborazione nella Chiesa affidata ad un coordinamento guidato da donne.
La spiritualità alimenta lo sguardo contemplativo che sostiene il discernimento per rimanere ancorate a Cristo presente nelle persone, nelle famiglie e in intere comunità profondamente ferite dalla violenza della tratta. Nel contesto di un crimine che sfrutta gruppi già esposti a forme multiple di discriminazione, come migranti, donne, persone impoverite, minoranze etniche e religiose, è facile lasciarsi confondere da ideologie che allontanano dalla realtà. La vita spirituale è fondamentale anche per tenere accesa la speranza e proporre delle narrative nuove, che non imprigionino le persone dentro i percorsi violenti che hanno sofferto. Questo incoraggia la trasformazione.
La giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta è una esperienza unica di incontro nelle diversità: approcci e sensibilità religiose diverse si incontrano grazie al comune intento di pregare e conoscere di più la tratta di persone. La giornata, fin dal suo inizio, è sostenuta da Papa Francesco, che rispondendo ad una richiesta di un gruppo di religiose di Roma, l’ha affidata alle Unioni Internazionali delle Superiore e dei Superiori Generali, offrendoci una grande opportunità per crescere nella collaborazione tra le diverse organizzazioni impegnate nel contrastare questo crimine. Nelle otto edizioni abbiamo affrontato diversi aspetti della tratta di persone, crimine complesso e multidimensionale, che richiede di articolare e connettere approcci e analisi.

Gabriella Bottani, smc
L’ottava edizione che celebriamo l’8 febbraio 2022 ha come tema: “La forza della cura. Donne, economia, tratta di persone”. Il tema fa parte di un percorso iniziato nel 2021 per focalizzare le principali cause della tratta di persone. La rete di Talitha Kum ne ha identificate tre:
- il modello economico dominante basato sullo sfruttamento,
- ogni forma di discriminazione e differenza di potere, in modo particolare tra uomini e donne,
- l’inadeguatezza se non addirittura assenza di politiche migratorie che possano rispondere alla situazione emergenziale dei contesti migratori globali.
Il carisma di San Daniele Comboni è per me un dono prezioso che sostiene e illumina le scelte che orientano il mio servire. In modo particolare la spiritualità della croce, la passione per la croce (sposa) e per l’Africa (amante) è per me forza per partecipare con profondo rispetto all’abbraccio di pace che avviene nell’incontro intimo dell’Amore di Dio con le persone vittime della tratta, di ogni forma di schiavitù e discriminazione, anche ora che mi trovo in un ruolo diverso. L’altro elemento fondamentale è la dimensione carismatica della cattolicità, intesa come universalità. L’agire comboniano infatti non è auto-referenziale, o isolato dal contesto ecclesiale e da altri carismi; per Comboni tutti nella Chiesa erano chiamati a contribuire all’evangelizzazione dell’Africa Centrale. Anche oggi il carisma comboniano ci invita a crescere nello spirito di collaborazione tra diversi carismi, a superare competizioni ideologiche e di potere, promuovendo scelte che sostengano e valorizzino la diversità. Solo compiendo insieme gesti di bene possiamo contrastare il male, che prende forza nella divisione e nella frammentazione.
Sr. Fortunata Quascè, la nostra prima sorella sudanese, schiava riscattata e divenuta Pia Madre della Nigrizia, e Santa Giuseppina Bakhita sono sorelle ed amiche in questo cammino.
Gabriella Bottani, smc
Coord. Internazionale di Talithakum-UISG






