Nell’incessante cammino di rinnovamento del carisma comboniano, una donna si è fatta custode del prezioso lascito delle sue predecessore, proiettandolo al contempo verso nuovi orizzonti: Madre Mariangela Sardi.
Sotto il suo generalato, dal 1992 al 1998, l’Istituto Suore Comboniane ha vissuto un tempo di consolidamento delle sue molteplici presenze missionarie, frutto del lungo e travagliato percorso di ritorno alle sorgenti evangeliche.
Ma Mariangela, con sguardo lungimirante, ha anche aperto la strada a nuove aperture in terra europea, gettando semi preziosi in Germania e Polonia, ricchi di promesse vocazionali per la missione ad gentes.
È stata tuttavia la canonizzazione di Daniele Comboni, nel 2003, a segnare un punto di svolta epocale per il suo mandato. In quell’occasione, infatti, è nata l’idea della “Famiglia Comboniana”, un’unica grande famiglia carismatica che abbracciasse tutti i rami sorti dall’albero piantato dal Fondatore, sia in epoche antiche che recenti.
Un evento cruciale che ha valorizzato in pieno la fecondità dello Spirito all’opera nell’Istituto, celebrando quella straordinaria comunione di carismi che era stata la visione profetica del Comboni.
Sotto la guida di Madre Sardi, le Comboniane hanno potuto così riscoprire con rinnovata consapevolezza le proprie radici, “guardando alla Roccia dalla quale sono state tagliate”, come recita un’antica massima.
Un generalato di raccordo e slancio, proteso a custodire il cammino fin lì percorso ma anche ad aprire nuove vie, affinché il soffio dello Spirito continuasse a spingere l’Istituto verso lidi inesplorati di testimonianza evangelica.






