Dopo l’impetuosa scalata verso il rinnovamento conciliare, una donna ha incarnato la necessaria tappa di riposo e comunione per l’Istituto delle Suore Comboniane: Madre Fiorentina Buontoso, la “donna della pausa”.
Come quando si deve scalare una montagna e trovare un rifugio per riprendere le energie, Fiorentina ha rappresentato quel momento di respiro indispensabile affinché tutte le consorelle potessero comprendere appieno la portata del cambiamento avviato da Madre Federica Bettari.
I suoi quattro anni di generalato, dal 1975 al 1979, sono stati un periodo di raccoglimento e condivisione, scandito da celebrazioni cruciali per il radicamento del carisma comboniano: i centenari della fede in Uganda, Zaire e altri paesi africani, l’arrivo a Roma delle spoglie di Madre Giuseppa Scandola nel 1980.
Ma il vero lascito di Madre Buontoso è stato l’edificazione della “comunione”, quell’abbraccio fraterno che ha permesso a tutto il popolo delle suore di camminare insieme verso il rinnovamento, senza fratture o lacerazioni paralizzanti.
Le nuove Costituzioni del 1977, con l’inserimento delle Regole del 1871, hanno rappresentato un ulteriore passo verso l’innesto saldo dell’Istituto alle sorgenti del carisma di Daniele Comboni.
In punta di piedi, con umiltà e mitezza, Madre Fiorentina ha favorito quella “pausa” indispensabile per aiutare ogni suora a comprendere la necessità del cambiamento, costruendo giorno dopo giorno quella comunione profonda che avrebbe preparato il terreno per i passi successivi.
Una tappa silenziosa eppure fondamentale, un momento di gestazione prima del parto di una nuova primavera per le Suore Comboniane.






