La fede, per sua natura, deve essere condivisa per divenire realtà vissuta nella vita di chi crede. Di questa bella verità hanno discusso i partecipanti al raduno organizzato dal Centro Missionario Diocesano (CMD), dalla Caritas di Roma e dall’Ufficio Migrantes tenutosi nella mattinata di sabato 11 giugno, presso la sala Tiberiade del Seminario Romano, per ricordare il 65° anniversario dell’enciclica Fidei Donum di Papa Pio XII.
Pubblicata il giorno di Pasqua nell’allora Anno del Signore 1957, questa lettera enciclica si prefiggeva di offrire alla Chiesa universale del tempo una visione d’insieme sulla grande crescita delle comunità ecclesiali, soprattutto in Africa, e sul dovere di stabilire dei cammini di condivisione del personale ecclesiale disposto a vivere per alcuni anni a servizio di Chiese-Sorelle. Da questa intuizione ecclesiale sono sorte, in particolare, tante vocazioni presbiterali conosciute come ‘Preti Fidei Donum’, ma, con il passare del tempo, è cresciuta anche la presenza laicale dispiegata in varie modalità a secondo delle possibilità delle singole Diocesi.
Prendendo spunto proprio da questa desiderata espansione ministeriale, la Comboniana Elisa Kidane, direttrice del CMD di Roma, ha dato inizio all’incontro auspicando che, alla luce del contributo offerto dalla Fidei Donum, tutta la Chiesa si metta tutta e ovunque “in stato di Missione“.
A distanza di 65 anni, e dopo il grande evento del Concilio Vaticano II, le Diocesi ecclesiali in tutto il mondo sono chiamate a ripensare come meglio rispondere alle esigenze dell’evangelizzazione dentro le molteplici sfide del mondo contemporaneo.
Soprattutto, sarà urgente chiedersi come dare continuità alla dimensione della collaborazione ecclesiale, tenendo in considerazione il mutamento in atto in tutte le Chiese Locali, sia in quelle che stanno sperimentando penuria di vocazioni ecclesiali (Europa in primis), come anche in quelle che stanno sperimentando una tale la fecondità ecclesiale (Africa in primis) e che ora sono benedette da una tale fioritura di vocazioni da poter condividere a piene mani a beneficio dell’intera Chiesa Universale.
