Una volta colta la bellezza, la necessità e l’urgenza di farci più vicine, poi è giocoforza cogliere il desiderio di costruire qualcosa di nuovo attraverso il divenire dello spirito di gruppo. A questo punto, la dinamicità della Pentecoste si moltiplica all’infinito, perché nel condividere la gioia del sentirsi con-vocate per un servizio condiviso si fa strada il miracolo del sentirci custodi le une delle altre. Sì, la sinergia tra i nostri Carismi avviene se dopo esserci ‘accordate’ attraverso la conoscenza/accoglienza reciproca assumiamo la responsabilità di custodire il dono ricevuto insieme.
Alla scuola delle donne del Vangelo, che in modo unico hanno accolto e custodito il dono sgorgato dall’incontro con Gesù, noi pure possiamo e dobbiamo prendere buona cura della nostra capacità ministeriale di essere apri-piste, dunque promotrici e sostenitrici di cammini inediti, di gesti autentici, di parole-eco di desideri profondi. E qui è ancora una profonda percezione della vitalità della vita, così come l’ha percepita l’Africa, Madre e Culla dell’Umanità, a farci da precursora. Quando la gente, accogliendoti ti dice la sua gioia di averti conosciuta, sicuramente poi aggiunge per farti sentire a tuo agio: ‘usiogope’ non avere paura… fidati… tutto andrà bene… ci siamo noi…
Non avere paura, la parola che sempre troviamo quando Dio entra inaspettatamente nella vita di chi chiama per una missione specifica. L’ha udita alta e chiara nostra sorella Maria di Nazareth, all’inizio della vita di Gesù tra noi; l’hanno udita le nostre sorelle Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome, passato il sabato, davanti al sepolcro, al levar del sole. Dopo esserci scambiate l’abbraccio della sororità, per passare dalla sintonia alla sinergia bisogna osare il passo della fiducia reciproca, del mettere insieme ciò che abbiamo di più caro, le nostre speranze come anche le nostre incertezze.
A questo riguardo, mi piace ricordare la dinamicità delle religiose statunitensi raggruppate nella Leadership Conference of Women Religious (www.lcwr.org) le quali, davanti ad enormi e multiple sfide, hanno saputo coalizzarsi con programmi mirati, quali ad esempio: l’accompagnamento olistico dei Consigli di Provincia/Regione, con una particolare attenzione alle nuove reclute in questo importante servizio. Inoltre, con tenacia e competenza, ma soprattutto sostenute da una profonda spiritualità, da anni assistono le comunità religiose nell’imparare l’arte dell’ascolto per un discernimento comunitario. Arte quanto mai necessaria da apprendere nel tempo della multiculturalità, della inter-generazionalità, della inter-congregazionalità. E della sinodalità ecclesiale, una modalità di cammino che deve essere sempre più assunta sia dentro le singole comunità religiose come tra le varie comunità religiose e con i vari luoghi e ambiti dove operano.
Come gruppo sono molto visibili nello spazio sociale-politico-economico dove prendono posizione nel portare alla ribalta i temi della giustizia-pace-integrità della creazione, come anche nel difendere e sostenere le popolazioni che il sistema rende invisibili in modo strutturale. Per esempio, molte congregazioni negli USA lavorano insieme contro ogni forma di razzismo, e a favore di leggi giuste a favore della protezione dei migranti. A proposito di buone pratiche contro il razzismo, tante congregazioni si aiutano vicendevolmente per guardare in faccia questo demone che pure è (stato) parte della configurazione e scelte in molte comunità religiose femminili.
Molto bello anche rilevare come le congregazioni di antica presenza negli USA da anni ormai accompagnano, attraverso partenariati generativi di vita e di sororità evangelica, le congregazioni religiose femminili che in diversi Paesi d’Africa si adoperano per educare le giovani suore con programmi di formazione adeguati alle sfide del loro ministero. Molto fecondo di vitalità carismatica anche l’interscambio che la LCWR porta avanti con AHLMA (Asociación de Hermanas Latinas Misioneras en América) nell’assicurare che la presenza delle religiose latino-americane negli USA sia non solo accompagnata ma anche sostenuta nell’affrontare il non facile inserimento nei contesti loro affidati.
La capacità di farsi e/o creare spazio a vicenda, per condividere le esperienze accumulate è una ulteriore modalità in cui la ricchezza condivisa dei diversi carismi trova terreno fertile per crescere ed espandersi. Per esempio, la possibilità di studiare come far circolare le risorse (umane e non) a livello di governance/leadership tra congregazioni che si trovano ad affrontare la mancanza di personale a cui affidare la responsabilità di leader è una tra le più recenti considerazioni che la LCWR sta valutando come apporto da offrire alle congregazioni che ne hanno bisogno. Impossibile non pensare a quel “tutto era in comune” delle prime comunità cristiane; e che bello immaginare le Congregazioni religiose come a un vivaio di tutte per una e una per tutte. Il nostro tempo ha tremendamente bisogno di questa nostra testimonianza.
(La parte seguente dell’articolo sarà pubblicata prossimamente)






