Negli annali delle grandi donne missionarie, una figura si staglia come una luce: Madre Carla Troenzi, la “Grande Donna” che ha saputo cogliere l’intuizione carismatica del San Daniele Comboni e proiettarla verso orizzonti senza confini.
Sotto il suo lungimirante generalato, dall’energia quasi profetica, l’Istituto delle Suore Comboniane ha conosciuto una straordinaria espansione su scala globale. Furono aperti noviziati in Europa, Africa, nelle Americhe e persino in Asia e nell’allora poco accessibile mondo arabo.
Madre Carla, personalità complessa e geniale, puntava tutto sulla qualificazione del personale missionario e sul valore della cultura. Fu infatti sotto la sua guida che prese forma l’Università di Asmara in Eritrea, segno tangibile di un carisma in costante evoluzione.
Le sue Circolari, pervase dallo spirito del Comboni e dell’amore fraterno, introdussero elementi innovativi che precorrevano i tempi del Concilio Vaticano II, come i corsi per Superiore di comunità e l’attenzione all’internazionalità.
L’icona dell’Orto degli Ulivi, già cara a Giuseppa Scandola, divenne il simbolo di questa “Grande Donna”, rappresentando la cosciente obbedienza di Cristo al Padre fino alla morte di Croce.
Pur tra fragilità e contraddizioni, Madre Troenzi ha saputo imprimere una spinta propulsiva all’Istituto, gettando semi preziosi che avrebbero fruttificato negli anni a venire. Una visionaria ante litteram, che ha fatto respirare al carisma comboniano l’aria aperta dei nuovi orizzonti missionari.






