La tradizionale Giornata Mondiale della Pace, che in questo 2022 compie 55 anni di vita, offre a tutte le persone di buona volontà l’occasione per riflettere più in profondità sulle molteplici dimensioni che compongono il variegato arcobaleno della pace.
Attraverso il Messaggio* per l’odierna Giornata, che focalizza sul tema: “Educazione, lavoro, dialogo tra le generazioni: strumenti per edificare una pace duratura”, Papa Francesco mette al centro della sua riflessione tre “strumenti” che contribuiscono ad assicurare un lungo futuro alla pace.
Con la sua usuale cordialità, e con la sua altrettanto usuale concretezza, Papa Francesco mette in evidenza che l’educazione, il lavoro e il dialogo tra le generazioni sono le coordinate obbligatorie affinché la pace sia duratura nel nostro mondo, e nel tempo che verrà.
Partendo da questa fondamentale premessa, il Papa ci ricorda che la pace non si improvvisa. Anzi, deve essere il frutto di un costante dialogo tra le varie parti sociali. Un dialogo che va rigenerato nel nome del bene comune, il valore più grande e che tutto racchiude. Da sempre, infatti, Papa Francesco batte sul chiodo della responsabilità e del dialogo sociale come cammini obbligatori per assicurare a tutte le persone la possibilità di vivere con dignità, e in pace, il grande dono della vita.
Le immense sfide che circondano il mondo dell’educazione e del lavoro – come anche il complesso vissuto che attraversa le varie generazioni – non sono per Papa Francesco ostacoli insormontabili da superare. Lo sono invece la cultura dell’indifferenza e quella dello scarto, che sempre denuncia come risultati vergognosi di una società che ha dimenticato la sua storia.

Come Suore Missionarie Comboniane, rinnoviamo con gioia in nostro impegno nel costruire la grande tenda della pace là dove ci troviamo a vivere la nostra vocazione di donne del Vangelo. All’inizio di questo Nuovo Anno, che per noi segna l’avvio di un percorso giubilare nel 150° di fondazione come Istituto Missionario, la nostra sororità comboniana si trasforma in costante intercessione solidale, affinché la stella della pace brilli di rinnovata intensità sui popoli che ci accolgono, e tra i quali viviamo la nostra Consacrazione a Dio per l’annuncio della Buona Notizia nel segno di San Daniele Comboni.
