
Sr. Mariateresa Girola, smc prende cura dell’archivio delle Suore Missionarie Comboniane dal 2013
L’Archivio è appunto il luogo del silenzio e dell’ascolto mentre Gesù passa, cammina con noi, ci accompagna per introdurci a leggere e accogliere gli eventi di chi ci ha preceduto, far tesoro dell’eredità che ci hanno lasciato e far rifiorire questa ricchezza nella novità e dinamicità del presente… Luogo che ci invita alla preghiera, alla contemplazione del mistero, poiché ogni persona è un mistero, un capolavoro di Dio… E attraverso questi brani di carta, molti dei quali sono già ingiallati, siamo chiamate a scoprire e riscoprire storie concrete di persone che ci hanno preceduto, e che, nonostante i limiti umani, ci permettono di recepire la Sapienza di Dio presente nel loro Cuore…
L’Archivio è anche uno scrigno dentro il quale mettiamo gli oggetti e gli scritti più preziosi, nel nostro caso gli Scritti del nostro Fondatore e Padre, San Daniele Comboni, delle nostre Sorelle, alcune delle quali hanno condiviso il nostro percorso… ed ancora ci conducono verso il compimento del piano di Dio per noi.
L’Archivio si può paragonare a una conchiglia che danza sulle onde del mare, ma tolta dalle acque marine e deposta su di un mobile, permette che il suono delle onde del mare continui ad essere udibile all’orecchio fine, ancora per anni, per decenni, e si riverbera nel tempo…
Parlare di Archivio Storico nel contesto della celebrazione del Giubileo di fondazione del nostro Istituto avvenuta 150 anni fa, acquista un senso tutto particolare. Si tratta di scoprire insieme i passaggi del Signore Gesù sulle onde mobili della nostra vita personale, ma anche su quelle del nostro Istituto, della Congregazione. Nonostante i limiti umani, la fedeltà di Dio non è mai venuta meno e quindi dobbiamo cantare il nostro Grazie a Dio, per il Suo Amore e la sua costante misericordia che ci accompagna sempre.
Cenni storici…
Gli archivi, intesi come testimonianza dell’attività umana, sono sempre esistiti in quanto l’archivio serve all’uomo per la sua attività quotidiana. Le prime testimonianze di archivio risalgono all’epoca dei Sumeri (III millennio), quando cioè risalgono i primi supporti stabili.
I Babilonesi scrivevano su pietra, mentre il popolo assiro su tavolette di argilla. Gli egiziani usavano come supporto il papiro, la pelle, la pergamena, basi più agili e leggere.
A partire dal I secolo a.C. fu creato il Tabularium[1], un archivio centrale situato ai piedi del Campidoglio. Inoltre, in età imperiale fu introdotta la registrazione dei documenti considerati importanti (editti) sui registri conservati nell’archivio imperiale, creato appositamente per raccogliere la documentazione prodotta dagli imperatori romani.[2]
Da millenni or sono i popoli hanno riconosciuto l’importanza della conservazione di documenti e questo è vero anche per la Chiesa, per le istituzioni religiose. Gli archivi monastici conservano documenti tra i più antichi per la ricostruzione della storia europea. Le carte conservate, spesso trascritte dagli stessi monaci in più copie autenticate, insieme ai volumi dello scriptorium monastico, sono tuttora reperibili.
Anche per il nostro Istituto un Archivio aggiornato è indispensabile per ritornare alle radici della storia e scoprirne la ricchezza del nostro carisma, e quindi trovare percorsi nuovi per illuminare la nostra missione, oggi, e quindi renderla realizzabile. Certi principi fondanti devono essere mantenuti saldi, ma sempre con una buona gradazione di apertura alle esigenze dei popoli nel tempo, al mondo che ci interpella continuamente.
In questo senso la nostra Regola di Vita (cfr. 129, e 129.1, 129.2) e il Regolamento ci illuminano al riguardo e offrono disposizioni precise. La raccolta, conservazione e catalogazione delle varie fonti documentarie, epistolari, fotografiche, multimediali e culturali sono rilevanti per una Archiviazione conveniente.
I beni culturali in nostro possesso sono soprattutto opere d’arte di nostre Sorelle pittrici, tra le quali primeggia Sr Maruska Ruttar appartenente all’albo dei pittori e candidata al Nobel per l’Arte nel 1994.
I primi passi di raccolta e preservazione dei documenti li dobbiamo alle prime Segretarie Generali, tra cui sr Teresina Marini, la quale seguì sr Teresa Grigolini che fu scelta per tale incarico quando era ancora Novizia. Sr Teresina Marini la seguì nel 1877 e portò avanti tale servizio fino al 1910. Anche le successive segretarie generali curarono molto la raccolta e preservazione dei documenti. In seguito sr M. Elisea Pezzi è stata nominata Responsabile dell’Archivio Storico, seguita da sr M. Aldina Martini, è subentrata poi sr M. Elena D’Avino: Nel 2010 proseguì sr Maria Rosa Venturelli, fino al 31 maggio 2013, sr Mariateresa Girola è stata assegnata a questo compito il 1 giugno 2013.
Mariateresa Girola, smc
[1] Luoghi preposti alla raccolta dei documenti.
[2] Cfr. Wikipedia – Archivio.






