La odierna Giornata Missionaria Mondiale ci ricorda che l’invito a proclamare la Buona Notizia di Gesù è sempre valido, ed è nostra responsabilità assicurarci che ogni angolo della terra sia benedetto da questo bellissimo annuncio.
Il tema centrale, che Papa Francesco ha messo in evidenza nel suo Messaggio sottolinea la necessità di rendere testimonianza della nostra fede in qualsiasi contesto di vita, e dell’importanza di condividerla senza timore e con autenticità.
Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato: è quanto affermano gli apostoli Pietro e Giovanni chiamati in tribunale a rendere conto della loro fede nel Signore Risorto. In queste parole sta racchiuso il programma di vita per chi ha fatto esperienza personale della risurrezione di Gesù nella sua vita.
Il Santo Padre Francesco, sempre impegnato nel sostenere la fede nel Popolo di Dio incoraggiato a essere una chiesa in uscita, ci ricorda che come credenti “non possiamo tenere il Signore per noi stessi: la missione evangelizzatrice della Chiesa esprime la sua valenza integrale e pubblica nella trasformazione del mondo e nella custodia del creato”.
La necessità di pregare “il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe” è una priorità che il messaggio per questa Giornata richiama come impegno primario. Così scrive Papa Francesco: “La vocazione alla missione non è una cosa del passato o un ricordo romantico di altri tempi. Oggi, Gesù ha bisogno di cuori che siano capaci di vivere la vocazione come una vera storia d’amore, che li faccia andare alle periferie del mondo e diventare messaggeri e strumenti di compassione. Ed è una chiamata che Egli rivolge a tutti, seppure non nello stesso modo”.
Da ultimo, ma non per importanza, il Papa sottolinea l’urgenza di renderci presenti nelle molte periferie che esistono in mezzo all’umanità. Nel nostro tempo, così segnato da situazioni di ingiustizia, conflitti e marginalità, non possiamo eludere la responsabilità che ci impegna nel prenderci cura di chi più soffre.
La misura di Papa Francesco è molto concreta a riguardo: “Ricordiamo che ci sono periferie che si trovano vicino a noi, nel centro di una città, o nella propria famiglia. C’è anche un aspetto dell’apertura universale dell’amore che non è geografico bensì esistenziale. (…) Vivere la missione è avventurarsi a coltivare gli stessi sentimenti di Cristo Gesù e credere con Lui che chi mi sta accanto è pure mio fratello e mia sorella. Che il suo amore di compassione risvegli anche il nostro cuore e ci renda tutti discepoli missionari”.
Come Suore Missionarie Comboniane accogliamo con gioia e facciamo nostro il Messaggio di Papa Francesco in questo Mese Missionario 2021. San Daniele Comboni, primo Vescovo dell’immenso Vicariato dell’Africa Centrale e nostro fondatore, ha vissuto fino in fondo la responsabilità di rendere testimonianza alle grandi opere che Dio ha compiuto tra le genti che lo hanno accolto come Pastore, e che oggi, a loro volta, testimoniano come discepoli e missionari in tantissimi angoli della Terra.
