La comunità delle Suore Missionarie Comboniane di Palermo vive quotidianamente la sfida e la ricchezza dell’incontro con i migranti in una città che, pur segnata da profonde difficoltà economiche, dimostra una straordinaria capacità di accoglienza. Le nostre sorelle – Valeria, Franca, e Monica – operano instancabilmente in diversi ambiti, tessendo una rete di supporto e accompagnamento per chi arriva in Italia dopo viaggi spesso drammatici.
Suor Valeria, presente a Palermo dal 2009, ha dedicato oltre dieci anni all’unità di strada, un’esperienza iniziata a Verona in collaborazione con Don Benzi e poi portata in Sicilia. La sua missione si è particolarmente concentrata sull’accompagnamento delle donne nigeriane uscite dalla tratta. Oggi, il suo impegno si estende alla catechesi per adulti e giovani, con particolare attenzione alla comunità ghanese cattolica che fa riferimento alla parrocchia.
“La comunità ghanese è molto integrata”, racconta Suor Anna Cugusi, presente a Palermo dal 2015. “I bambini vengono a messa con i genitori, continuano il percorso di catechesi anche dopo i sacramenti, a differenza di molti italiani che dopo la cresima non si vedono più”.
L’azione pastorale si intreccia con un impegno concreto di solidarietà. Tre volte a settimana, le sorelle collaborano con il Centro Astalli dei Gesuiti, dove offrono la colazione ai migranti senza dimora. Due volte a settimana partecipano ai doposcuola per i figli delle famiglie migranti, in collaborazione con diverse realtà locali, tra cui una fondata da un ex salesiano e un’ex suora carmelitana.
Un’esperienza particolarmente significativa è la collaborazione con la realtà di “Missione Speranza e Carità”, fondata da Biagio Conte, scomparso lo scorso anno. Questa struttura accoglie stabilmente oltre mille persone senza dimora, tra cui una comunità femminile dove trovano rifugio circa quarantacinque donne, molte delle quali con bambini.
La carità non conosce confini di nazionalità. “Sono responsabile della carità parrocchiale”, spiega Suor Anna, “e seguiamo oltre 200 famiglie con la borsa della spesa mensile. Aiutiamo anche per il pagamento di bollette, affitti, o necessità specifiche come pannolini e latte per i bambini”. Una povertà che colpisce sia migranti che locali, acuita dalla fine del reddito di cittadinanza che aveva temporaneamente alleviato le difficoltà di molte famiglie.
La storia di una giovane donna nigeriana, arrivata con un barcone insieme alla sua bambina piccola, esemplifica i drammi che si celano dietro molti percorsi migratori. “Durante il viaggio volevano gettare la bambina in mare per alleggerire l’imbarcazione”, racconta Suor Anna. “La madre ha detto che avrebbero dovuto buttare anche lei. Così l’hanno lasciata”. Arrivata a Palermo, separata dal marito che viaggiava su un altro barcone e di cui ha perso le tracce, ha incontrato Suor Valeria che l’ha accompagnata in un percorso di rinascita. Ha conosciuto un uomo “di una bontà incredibile, un santo” con cui ha formato una nuova famiglia, ha ricevuto il battesimo dopo due anni di catecumenato e ha battezzato anche le figlie.
La vita, però, non risparmia difficoltà. L’uomo è mancato recentemente per un tumore al pancreas, e problemi con la figlia maggiore hanno portato all’allontanamento temporaneo delle bambine. Una storia tra le tante che le sorelle accompagnano con discrezione e vicinanza.
Le Suore Comboniane collaborano anche con i Focolarini per progetti concreti di ristrutturazione delle abitazioni di famiglie in difficoltà. “Un anno, durante l’estate, con elettricisti, muratori e falegnami volontari, abbiamo aiutato dieci famiglie”, racconta Suor Anna. “In una casa senza solaio, quando la gente camminava al piano di sopra, cadeva polvere su chi stava cucinando sotto. Abbiamo messo compensato. In altre abbiamo sistemato docce senza porte, impianti elettrici pericolosi, tetti danneggiati”.
La crisi occupazionale è grave. “Non si trova lavoro a Palermo”, spiega Suor Anna. “Molti migranti vanno alla stazione dove passano pulmini che li portano nei campi, ma se i mezzi sono già pieni, non c’è più lavoro”. Chi non trova occupazione si arrangia come parcheggiatore o aiuta a caricare e scaricare verdura nei mercati.
Nonostante le difficoltà, le quattro sorelle della comunità (tre residenti stabili più Suor Monica che divide il suo tempo tra la comunità e l’assistenza alla madre anziana) portano avanti con entusiasmo il loro servizio, superando anche la sfida dei “quasi 40 gradini” che conducono all’appartamento sopra il salone parrocchiale dove vivono.
La loro presenza è un segno di speranza e un esempio concreto di come il carisma comboniano continui a vivere oggi nelle periferie esistenziali del nostro tempo.
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Informazioni fornite da Suor Anna Cugusi della comunità suore comboniane di Palermo.
