Oggi la Chiesa celebra il mercoledì delle Ceneri dove si dà inizio al periodo di quaresima. Un tempo propizio per meditare, guardare dentro il nostro cuore con misericordia, pentirsi e dare grazie a Dio per il suo grande Amore per ogni persona.
Il nostro mondo sta vivendo momenti difficili, guerre, violenza, inguistizie e malgrado tutto, il Signore, nonostante i nostri peccati, ci invita a pentirci e a guardare con compassione a chi ci sta intorno. Pensi che questo abbia un effetto collaterale? Penso di sì, perché siamo esseri relazionali e ciò che facciamo influisce direttamente o indirettamente sugli altri. Questa è l’invito che siamo chiamati a fare durante questo tempo quaresismale, rivolgere lo sguardo su noi stessi e misurarci con il metro di Dio. Chi sono io per giudicare il mio fratello, la mia sorella, se sono un peccatore o una peccatrice come lui, come lei?
Quaresima è un tempo davvero forte. Ci dobbiamo mettere alla scuola di Dio, del Padre che ci ama, ricordando in particolare i capitoli 24 e 25 del libro del Deuteronomio. «Ricordati che sei stato schiavo in Egitto e che di là ti ha liberato il Signore, tuo Dio». È un invito a rendere GRAZIE per il percorso fatto finora, a perdonare il fratello o la sorella, poiché viene da Lui.
Dio ha scelto liberamente il popolo di Israele e lo ha amato, ha ascoltato il suo GRIDO di aiuto e lo ha condotto per le vie aspre e aride del deserto per un lungo tempo. Prima di giungere alla beatitudine della terra promessa. In questo tempo quaresimale mettiamoci in ascolto del GRIDO che esce dal cuore affranto di tante persone e di molti popoli, che invocano pace, giustizia, dignità, serenità di vita.
Nel deserto è avvenuto il “fidanzamento” di Dio con il suo popolo, ci ricorda il profeta Osea. Allora mi chiedo: di quale tipo è la mia preghiera, con che cosa riempio i vuoti del mio cuore, in quali strade sto camminando attualmente? E ce lo chiediamo insieme, come Suo popolo.
Maria Rosa Venturelli, smc
