Nel cuore pulsante della missione comboniana, una donna ha fatto risuonare l’eco dell’ardore di Cristo per le anime: Madre Pierina Stoppani, l'”Ardore” dell’Istituto Pie Madri della Nigrizia.
Pur avendo scritto solo quattro Lettere Circolari durante il suo generalato dal 1924 al 1928, Pierina ha impresso un sigillo indelebile nell’anima delle sue consorelle. Le sue parole pivotavano attorno a tre pilastri: la fedeltà al Beato Daniele Comboni, la carità vissuta e una profonda vita interiore.
Ma il vero lascito di Madre Pierina è stato l’Adorazione del Venerdì, l’Ora Santa in cui il “venerato Fondatore” avrebbe abbracciato spiritualmente ogni suora, vedendo in loro quello “spirito a cui ci voleva improntate”.
La sua icona, il grido di Cristo “Sitio” dalla Croce, risuonava come un richiamo urgente per le anime assetate dei popoli africani, che dovevano essere condotte al Cuore spalancato del Redentore. La stessa sete missionaria che aveva acceso il cuore del Comboni.
Pierina credeva fermamente nell’importanza dell’educazione, preparando diverse consorelle in ambito pedagogico, consapevole che fosse “un assoluto bisogno” per la loro missione.
Pur brevissimo, il generalato di Madre Stoppani ha lasciato un’impronta indelebile, un richiamo costante a dissetare le anime con l’acqua viva del Vangelo. Un “Ardore” che ancora oggi riecheggia nei cuori delle Pie Madri della Nigrizia, eredi di un carisma missionario senza eguali.
Fonte: “Archivio Madri Nigrizia” AMN, 27 a cura di Maria Vidale, smc






