Teresa Grigolini, nata il 18 gennaio 1853 a Mambrotta, una frazione di S. Martino Buonalbergo (VR), è stata una figura straordinaria della missione comboniana nel XIX secolo. In questo articolo, esploreremo la sua vita, caratterizzata da una dedizione profonda alla missione, la sua prigionia durante la Mahdia, e il suo ritorno alla sua terra natale.
L’Inizio della Missione
A poco più di vent’anni, il 23 gennaio 1874, Teresa Grigolini si presentò a Verona, in via S. Maria in Organo, per abbracciare la vita religiosa come Pia Madre della Nigrizia. Promossa al noviziato nel dicembre dello stesso anno, Teresa fu una delle prime novizie a professare i voti religiosi secondo la volontà di Daniele Comboni il 15 ottobre 1876. Questo significò il primo passo verso la creazione di una “nuova istituzione” destinata a sostenere l’opera apostolica delle “Donne del Vangelo” nell’immensa e complessa area dell’Africa Centrale.
La Missione in Sudan
Dopo aver lasciato Verona nel dicembre 1877, Teresa Grigolini arrivò a Berber il 30 marzo 1878. Da lì, il suo cammino la portò a Khartum, la capitale del Sudan, dove rimase fino all’aprile del 1880, quando si trasferì a El Obeid, nel Kordofan. Tuttavia, il 1881 si rivelò un anno tragico per Teresa e per l’intera missione comboniana. La morte di Daniele Comboni il 10 ottobre e l’ascesa di Muhammad Ahmad come il “Mahdi” portarono a un periodo di insurrezione armata noto come la Mahdia.
La Prigionia e la Sofferenza
Durante la Mahdia, Teresa Grigolini e gli altri membri della missione comboniana subirono gravi sofferenze. Teresa fu costretta inizialmente a sposarsi, anche se solo in apparenza, per obbedire alle richieste del Mahdi. Dopo, si convertì anche religiosamente. Trascorse quasi 16 anni di prigionia, dai primi giorni di schiavitù fino al suo confino a Omdurman, la nuova capitale eretta dal Mahdi di fronte a Khartum. Questo periodo fu segnato da solitudine e sofferenza, e Teresa si sentiva “sola soletta” in mezzo a circostanze così difficili.
Il Ritorno a Casa
Dopo la fine della Mahdia e la morte del marito nel 1915, Teresa dovette aspettare la fine della Prima Guerra Mondiale nel 1918 prima di poter tornare in Italia. Tuttavia, non poté riunirsi con tutti i suoi figli, poiché uno preferì rimanere nel Medio Oriente, e un altro formò la sua famiglia in Italia, ma non nel suo Veronese natale.
L’Ultimo Capitolo
Teresa Grigolini trascorse i suoi ultimi anni accanto al fratello, un parroco, nella tranquillità della Mambrotta, il suo luogo di nascita. Sebbene circondata dall’affetto dei nipoti, avvertì sempre la mancanza della sua congregazione e dei suoi figli. La sua vita è stata caratterizzata da continue delusioni e sofferenze, ma anche dalla speranza nei beni eterni.
Conclusioni
Teresa Grigolini ha lasciato un segno indelebile nella storia della missione comboniana, una donna di profonda fede e perseveranza. La sua storia è un esempio di dedizione e resilienza di fronte alle avversità. La sua vita è una testimonianza di come la fede possa illuminare anche i momenti più bui.






