Lo Sri Lanka ha tanti nomi con cui è anche conosciuto. Uno è “perla dell’Oceano Indiano”, e si dice che si chiami così per la sua incredibile bellezza, la sua varia biodiversità (la più alta dell’Asia!) e perché una delle sue principali esportazioni sono le pietre preziose. Il popolo è caratterizzato dalla sua gentilezza, compassione, equanimità e religiosità. Lo Sri Lanka è un paese a reddito medio-basso.
La sua popolazione è prevalentemente buddista, ma ha una minoranza indù, musulmana e cristiana, motivo per cui le Suore Missionarie Comboniane hanno accettato nel 2012l’invito del vescovo della Diocesi di Kandy, Mons. Fernando Vianney di insegnare nelle scuole primarie e secondarie della diocesi. Questa diocesi si trova nel centro dell’isola, in una zona rurale a 88 chilometri da Colombo.
Io mi trovo in Sri Lanka dal 2017 e la nostra comunità al momento è composta da 4 suore missionarie comboniane. Oltre all’insegnamento, noi suore visitiamo gli ammalati, per portare loro una parola di conforto, il dono grande della Santa Comunione, e per trascorrere un momento di preghiera insieme.
Tra queste visite abbiamo incontrato la famiglia di Lourence e Kala. Lourence, che ha un’insufficienza renale, è stato costretto a letto per dieci anni e deve andare spesso in ospedale. La più grande difficoltà che la famiglia ha dovuto affrontare è stato il trasporto, soprattutto dalla casa all’uscita della strada principale dove arriva il veicolo per portarlo all’ospedale. La loro casa, infatti, si trova su un pendio abbastanza ripido di questa strada e ha sempre dovuto essere portato su corrimano da due o tre persone per poter arrivare al tuk tuk – il mezzo di trasporto comune sull’isola – non poteva accedere alla casa per portarlo all’ospedale.

Grazie ad una piccola donazione che abbiamo ricevuto a favore di qualche persona in difficoltà, è stato possibile sostenere questa famiglia e costruire una rampa in modo che la macchina potesse accedere alla casa e quindi trasportare meglio Lourence all’ospedale. Kala ci scrive che “grazie a questo aiuto è ora molto più facile per lei spostare suo marito e accompagnarlo all’ospedale”.
Questa esperienza ci dice come un piccolo gesto di bene, segno di una grande solidarietà, può cambiare in meglio la vita di tante persone che altrimenti non hanno alternativa e rimangono isolate nella loro difficoltà.
Grazie a questa generosità, noi possiamo continuare ad aiutare e compiere gesti di solidarietà molto concreti, come questo di costruire una rampa e migliorare così la qualità della vita delle persone più bisognose.
Il bene dobbiamo realizzarlo insieme. Per questo noi sempre contiamo sulla vicinanza di persone che sanno comprendere la bellezza di diventare parte di una ‘grande rampa di bene’, sulla quale si incamminano le varie esperienze generate dal sentirsi fratelli e sorelle in umanità. Continuate a sostenerci in modo che possiamo offrire più aiuto ad altre famiglie bisognose, come ci è stato possibile farlo con la famiglia di Lourence e Kala.
Missionaria in Sri Lanka
