Una intensa preghiera ecumenica ha anticipato l’inizio dei lavori del Sinodo dei Vescovi, che si aprirà il 4 ottobre in Vaticano. Ieri sera a Piazza San Pietro si è infatti celebrata la veglia “Together – Raduno del Popolo di Dio”, presieduta da Papa Francesco.
Una folla proveniente da diversi Paesi e appartenente a molteplici tradizioni cristiane si è riunita per invocare lo Spirito Santo in vista di questo importante appuntamento ecclesiale. Come ha sottolineato il Pontefice nell’omelia, l’essere insieme rappresenta il senso profondo della sinodalità, parola chiave di questa assemblea.
Citando l’Apocalisse, il Papa Francesco ha descritto i presenti come “fratelli e sorelle «di ogni nazione, tribù, popolo e lingua», figli e figlie dello stesso Padre, animati dallo Spirito ricevuto nel Battesimo, chiamati alla medesima speranza”. La condivisione della fede in Cristo è ciò che unisce nella preghiera comune, al di là delle differenze.
Il Papa ha poi riflettuto sull’importanza del silenzio, essenziale nella vita del credente, della Chiesa e nel cammino ecumenico. È nel raccoglimento che si può ascoltare la voce di Dio e discernere la sua volontà. Per questo il Sinodo dovrà essere un “kairós di fraternità”, luogo in cui lo Spirito Santo purifica la Chiesa da divisioni e contrapposizioni.
I semi che sono stati distribuiti durante la veglia rappresentano i doni elargiti dallo Spirito Santo alle diverse tradizioni cristiane. Spetta a noi seminarli, ha concluso il Papa, certi che solo Dio può farli germogliare e crescere, per giungere all’unità da Lui voluta.
La Veglia ecumenica ha dunque segnato simbolicamente l’inizio di un cammino sinodale che la Chiesa intraprende insieme a tutti i cristiani, verso una comunione sempre più piena.






