Nel corso della nostra recente visita alle comunità della Provincia Arabo Orientale, ho avuto il privilegio di incontrare le sorelle che operano con dedizione in contesti tanto sfidanti quanto ricchi di significato.
Il nostro viaggio è iniziato ad Amman, capitale della Giordania e sede della casa Provinciale. Qui, la nostra presenza risale al 1939, quando la Direzione Generale accolse la richiesta di Propaganda Fidae di aprire una comunità in Medio Oriente. L’incontro con le sorelle e il consiglio provinciale ci ha permesso di condividere le gioie e le sfide del loro ministero.
Proseguendo verso sud, abbiamo raggiunto Karak, dove le sorelle gestiscono l’ospedale fondato nel 1935 dall’Associazione soccorrere i Missionari Italiani (ASMI). Come mi hanno raccontato, “Kerak è situata sulla sommità delle montagne che affiancano la strada dei Re, un’antichissima via biblica… È la terra di Rut e di Noemi: la loro vita è un messaggio biblico di integrazione culturale, apertura e cura della vita.”
FOTO: Vista dell’esterno dell’ospedale italiano di Karak con la DG e le Sorelle della provincia
È stato commovente vedere la collaborazione con l’Ospedale Bambin Gesù di Roma per assistere bambini con varie disabilità.
Abbiamo poi visitato Ader, dove le nostre sorelle sono coinvolte nell’ambito educativo presso la scuola del Vicariato Latino. La scuola accoglie più di un migliaio di bambini e giovani, cristiani, ortodossi e musulmani, creando un vero laboratorio di convivenza pacifica e rispetto reciproco.
Particolarmente significativa è stata la tappa a Betania-Alazaria, dove le sorelle operano “al di qua e al di là del muro”. Il loro impegno quotidiano testimonia la possibilità di essere ponti di dialogo in una terra che anela alla pace.
FOTO: Il muro che attraversa il giardino della comunità, separando Israele da Betania
Le ho viste all’opera nel Vicariato per Migranti, nel centro di Consulenza Psicologica, nell’accoglienza di pellegrini e nel dialogo interreligioso.
È stato toccante visitare i campi nel deserto della Giudea, dove le sorelle sostengono attività educative e promuovono iniziative per lo sviluppo locale.
FOTO: Panoramica del deserto della Giudea, Sorelle con donne beduine
Come mi hanno detto, queste iniziative “fanno fiorire il deserto” e generano speranza in un contesto di grande precarietà.
Rientro da questo viaggio con il cuore colmo di gratitudine per la testimonianza di queste sorelle che, fedeli al nostro carisma comboniano, sono presenza evangelica in terre di frontiera.
Informazioni fornite da Sr. Eleonora Reboldi, Consigliera Generale delle Suore Missionarie Comboniane



