“Sono innamorata,” confessa Suor Lucia Fonts all’inizio della sua testimonianza. “Prima del Signore, soprattutto, e dopo sono innamorata anche di un popolo che mi ha accolto. Questa è una mia passione, un amore molto grande, molto speciale che ho vissuto nella missione.”
La sua esperienza missionaria si è svolta in Africa Centrale, precisamente a Bagandou, dove ha lavorato come infermiera in un piccolo ospedale per tre anni. Questo ospedale, istituito dai polacchi, serve principalmente due etnie: il popolo pigmeo Aka e i Bantu, che convivono nella stessa regione, ma non sempre pacificamente.
“È una situazione molto complessa socialmente,” spiega Suor Lucia. “I pigmei sono sottomessi e soffrono tanto lo sfruttamento, mentre i Bantu sono in posizione dominante. Uni non si rivelano e gli altri continuano a dominare.” In questo contesto difficile, la presenza delle suore missionarie diventa fondamentale.
“Siamo una presenza di tirare ponti tra queste due etnie, e anche di promuovere la giustizia e la pace,” racconta. Il lavoro delle suore si concentra soprattutto sull’educazione, con due scuole, e sulla sanità, attraverso l’ospedale.
La sua missione si basa su una profonda convinzione: “Nella nostra azione evangelizzatrice, annunciamo la salvezza in modo tale che il Vangelo venga accolto e assimilato dalla cultura del popolo, trasformando dall’interno ogni realtà umana e portandola continuamente in Cristo.”
Nonostante le difficoltà, Suor Lucia sottolinea come la comunità sia stata per lei “un punto di rifugio, di forza”. “Mi sono sentita molto sostenuta,” afferma, “la mia esperienza comunitaria è stata molto positiva, mi sono sentita accompagnata.”
Dopo tre anni di servizio nell’ospedale, Suor Lucia ha dedicato l’ultimo anno alla pastorale con i pigmei, un’esperienza che descrive come “una grande avventura, una grande passione”. Questo impegno ha significato imparare la lingua locale, approfondire la conoscenza della cultura Aka e scoprire i valori fondamentali di questo popolo.
“Questa è la grande avventura, questa grande passione che ho nel mio cuore,” spiega, “di volere capire di più come vive questo popolo, quali sono i suoi valori, quali sono le cose più importanti. Anche prendere questi valori e metterli in evidenza, accoglierli perché il Vangelo possa entrare in questo modo, in una forma che si possa capire meglio.”
L’incontro con la cultura Aka ha rappresentato per Suor Lucia un’esperienza straordinaria: “È come se sono stata nella Luna o in Marte, ma senza pagare un biglietto,” dice sorridendo. “Sono stata in una realtà così diversa, e quando ci penso veramente dico, mamma mia, come è diversa questa vita con gli indigeni nella foresta, come possiamo entrare in dialogo con questa realtà così diversa.”
Un aspetto fondamentale della sua esperienza è stato l’ascolto attento e rispettoso del popolo Aka. “Ascoltare di più ci fa bene,” afferma. “Camminare insieme ai popoli è bellissimo, ma a volte ci chiede anche che il passo vada più piano, non hanno il nostro ritmo e questo è evidente.”
Con l’arrivo del nuovo vescovo, Jesús R, è stata creata una commissione pastorale specifica per il popolo Aka, un’iniziativa che ha dato nuovo slancio alla missione. Tra le attività più significative, l’istituzione di una giornata diocesana del popolo Aka, coincidente con l’anniversario della pubblicazione dell’enciclica Laudato Si’, il 24 maggio.
Questa scelta non è casuale: il legame tra la cura dell’ambiente e la difesa dei diritti del popolo Aka è profondo. “La foresta nella quale vivono sta sparendo poco a poco,” spiega Suor Lucia. “Stanno sempre più le macchine per l’estrazione dei minerali e anche per il legno, e l’inquinamento che questo causa disturba tutto l’ecosistema. Loro si vengono molto affettati perché vivono direttamente nella foresta.”
Le parole finali di Suor Lucia esprimono tutta la profondità dell’esperienza vissuta e il desiderio di continuare questa missione: “Io voglio ritornare. Sono stata soltanto 5 anni, ma ci vorrei stare 50.”
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Questa testimonianza è stata condivisa da Suor Lucia Fonts, missionaria comboniana che ha prestato servizio in Africa Centrale, in particolare nel lavoro con il popolo pigmeo Aka. Attualmente, Suor Lucia si sta preparando per i voti perpetui, per dire il suo “sì” definitivo al Signore nella famiglia comboniana.
