Le Suore Missionarie Comboniane stanno per completare un significativo processo di ristrutturazione organizzativa che culminerà nell’unificazione delle province dell’Africa orientale. L’importante incontro si è svolto presso il centro di spiritualità San Daniele Comboni a Namugongo, Uganda, fino al 4 novembre 2024.
La leadership delle tre province attuali – Kenya, Sud Sudan e Uganda – si è riunita con i rappresentanti della direzione generale per definire gli ultimi dettagli di questo storico processo di unificazione. La scelta della location non è stata casuale: il centro sorge infatti nelle vicinanze della basilica dedicata ai Martiri dell’Uganda, in un luogo che porta ancora il peso storico e spirituale degli eventi di 150 anni fa.
“Siamo su un terreno sacro”, hanno ricordato gli organizzatori alle partecipanti provenienti da altri paesi. Il centro di spiritualità, immerso nel verde e circondato da giardini fioriti, ha fornito l’ambiente ideale per questo importante momento di transizione.
L’incontro ha visto la partecipazione di una decina di suore di diverse nazionalità, concentrate sulla riorganizzazione della presenza missionaria in Kenya, Monti Nuba, Sud Sudan e Uganda. Un aspetto particolarmente significativo è stata la capacità di lavorare insieme nonostante le diversità, riecheggiando quanto recentemente osservato durante il Sinodo sulla sinodalità a Roma, dove una delegazione buddista ha espresso “invidia” per l’universalità e l’unità dimostrata dalla Chiesa cattolica.
“Nonostante i nostri limiti e le nostre debolezze”, ha commentato Sr. Elena Balatti, “l’essere insieme come sorelle provenienti da varie tribù e nazioni è di per sé una testimonianza, specialmente nel contesto delle politiche fortemente etnicizzate dell’Africa orientale”.
In un periodo storico segnato da tensioni internazionali e timori di conflitti globali, l’iniziativa delle Suore Comboniane si pone come esempio concreto di come sia possibile lavorare insieme per un obiettivo comune, mantenendo viva la speranza di un futuro di unità e collaborazione.
La ristrutturazione mira a ottimizzare le attività di apostolato missionario, le strutture di governo e la gestione economica, sempre nell’ottica di un migliore servizio all’evangelizzazione. Questo processo rappresenta non solo un cambiamento amministrativo, ma una vera e propria testimonianza di unità nella diversità.






