Spesso accade, che quasi senza accorgersene, vengono relegate persone e posti dentro rigide definizioni formulate per dare una spiegazione a quanto vogliamo sia vero come lo pensiamo noi.
Nell’immaginario comune, nel cui perimetro mi sono dovuta confrontare diverse volte, l’Eritrea sembra essere annoverata tra quei paesi chiusi e ripiegati su sé stessi, oppure viene pensata come un porto da cui tanti giovani immigrano senza alcuna meta.
Eppure da quando sono (ri)approdata, quasi un anno fa, mi ritrovo davanti ad un Paese capace di esistere e di resistere. Una popolazione che nonostante le molteplici sfide, non smette di sognare cammini alternativi. Un popolo resiliente, che non ha nulla a che vedere con un impotente fatalismo in cui si vorrebbe rilegarlo. Tutt’altro…
Se poi prendiamo in considerazione la nostra presenza comboniana nelle varie aree dove siamo presenti, sono rimasta stupita nel vedere quanto movimento creativo anima le Sorelle che vivono nelle diverse comunità. A volte devo prendere carta e penna per elencare davanti a me stessa tutta la vitalità che le muove e porta verso decisioni non scontate. Considerata la situazione.
Da questa terra, che ha un immenso bisogno di un Carisma capace di far alzare gli occhi verso l’oltre, la risposta generosa non si fa attendere. In questi pochi mesi, alcune sono partite la prima volte e altre sono ripartite verso altri lidi. Sempre con tanta generosità e per rimanere fedeli al nostro specifico mandato di andare verso altri popoli e altre chiese. Per arricchire e arricchirsi, per condividere solidarietà e per riceverne in ritorno. Nella consapevolezza che questo gesto per quanto faticoso, visti i tempi in cui viviamo, è sempre fecondo e rigeneratore di nuove vite.
Come dicevo appena sopra, in questi quasi nove mesi ho visto un gran andirivieni di arrivi e di partenze. La più recente, in ordine di tempo, è Sr Akberet Tewelde, che dopo alcuni mesi di vacanza in patria è ripartita per la Missione dell’Uganda, dove, sono le sue parole, ho fatto solo sette anni… pochi per una missione… e così è ripartita.
È stato bello vedere come, dopo la Messa di invio, P. Gaim Haileselassie , responsabile delle comunità comboniane maschili, ha impartito la benedizione solenne: ha chiamato vicino a sé Sr Rosa M. Ghebrejesus, la nostra Sorella più’ anziana, con 94 primavere portate con immensa gratitudine, per unirsi a lui nel benedire. Questa è una promessa che continua. Più di una Sorelle Anziana aveva gli occhi lucidi, e alla fine della celebrazione una mi ha sussurrato: è proprio vero, Noi ce ne andremo, ma l’opera continua.
A rendere il momento ancora più significativo erano presenti anche le nostre otto giovani Postulanti, per loro queste partenze aiutano a mantenere accesa la fiaccola dell‘entusiasmo missionario sui sentieri comboniani.
A proposito ancora di ripartenze, in questi mesi ci sono state anche quelle di Sr Selamauit Asghedom e di Sr Freweini Sium per l’Egitto, e di Sr Hiwet Neguse per il Messico.
Partite invece per la prima volta sono: Sr Freweini Debesai e Sr Akberet Mehare; attualmente si trovano in Italia, in attesa di una nuova destinazione. Nel frattempo, hanno la possibilità di conoscere da vicino i luoghi della nostra Storia.
Verso la fine di Novembre Sr Hiwet Tesfaghiorghis e Sr. Manna Tsegay lasceranno l’Eritrea per destinazioni nuove. Per Sr Hiwet sarà una ripartenza, mentre per Sr Manna sarà la sua prima uscita dal Paese.
Come Suore Missionarie Comboniane siamo profondamente grate al Signore per questa opportunità che ci dà di vivere in pieno la nostra vocazione missionaria… qui, in questo nostro tempo, e ovunque l’obbedienza ci invia. Di Sorelle Eritree sparse in ogni angolo del mondo ce ne sono molte: in Europa, in Africa, in Medio Oriente, nelle Americhe e in Sri Lanka.
Inoltre, ringraziamo Dio per il coraggio dato alla Congregazione 110 anni fa nel dare vita, qui in Eritrea, ad una presenza comboniana. Per tutte noi è una motivazione che dà spessore fondativo alla nostra presenza in Congregazione. Ringraziamo le centinaia di Sorelle – dagli archivi storici pare siano passate da qui almeno un 600 Pie Madri della Nigrizia – che hanno speso gli anni più belli della loro vita tra questo popolo. La loro presenza ha lasciato orme indelebili e di cui noi stesse ne stiamo godendo i frutti.
Un grazie speciale alle nostre Prime 5 Sorelle Eritree che, nel lontano 1938 hanno dato inizio ad una lunga lista di giovani comboniane eritree. Sì, il Fondatore aveva visto bene: l’Opera che Dio gli aveva affidato sarebbe continuata! Ed è bello vedere che anche qui la Promessa continua.
Sr Elisa Kidane e Sorelle della Provincia Eritrea






